Da alcuni decenni assistiamo in Italia ad una crescente spinta al consumo indiscriminato del suolo: si abbattono boschi e pinete per far posto a mesti condomini, coste bellissime e colline verdeggianti sono divorate da orribili colate di cemento, centri storici mura torri alberi secolari aggrediti da speculatori senza scrupolo. L'Istat rivela che tra il 1990 e il 2005 si è cementificato o degradato il 17 del suolo agricolo italiano, una superficie pari alla somma di Lazio e Abruzzo. Il dato rilevato dall'Agenzia del Territorio è ancora più impressionante: un milione e mezzo di immobili, se pur rilevati dalle foto aeree del territorio italiano, non risultano al catasto, sono «immobili fantasma». A questo dato va aggiunto il numero di abusi edilizi sanati in conseguenza dei vari condoni: ben quattro milioni di sanatorie negli ultimi cinquant'anni. Il paradosso è che l'Italia, che ha il più basso tasso di crescita demografica d'Europa, di contro ha il più alto tasso di consumo del territorio d'Europa. Eppure è uno dei pochi Paesi al mondo che ha sancito in Costituzione (art.9) l'impegno a tutelare il paesaggio ed il patrimonio culturale. A fronte di un complesso di leggi organiche di tutela (tra le migliori del mondo) il sistema dei controlli spesso viene rallentato o vanificato dai continui conflitti di competenza tra istituzioni, dovuti ad un groviglio di normative tutt'altro che coincidenti tra loro. A questo si aggiunge una generale sottovalutazione del problema da parte della maggioranza dei cittadini ed una diffusa insensibilità al tema del bene pubblico, della publica utilitas. Dal canto suo l'industrializzazione dell'edilizia divora il territorio, genera bisogni, impone pratiche e desideri, trascina nel suo vortice non solo i produttori ma anche i consumatori delle costruzioni, una filosofia del denaro e del mercato che rischia di uccidere la storia di tutti. Eppure il futuro dei figli dovrebbe stare a cuore a tutti, se è vero che la brutale devastazione del paesaggio danneggia tutti i cittadini per il vantaggio di pochi. E' fondamentalmente un problema culturale e, come tale, investe la responsabilità educativa dei soggetti deputati alla formazione del cittadino (famiglia, scuola, Stato). Ma la scuola che fa per educare i giovani alla salvaguardia del territorio?
CAMPANIA - crescente spinta al consumo indiscriminato del suolo
In Italia, il consumo del suolo è cresciuto notevolmente negli ultimi decenni. Secondo l'Istat, tra il 1990 e il 2005, il 17% del suolo agricolo è stato cementificato o degradato. L'Agenzia del Territorio ha rilevato che un milione e mezzo di immobili non risultano al catasto, sono immobili fantasma. Inoltre, sono state sanate quattro milioni di abusi edilizi negli ultimi cinquant'anni. L'Italia ha il più alto tasso di consumo del territorio d'Europa, nonostante abbia sancito in Costituzione l'impegno a tutelare il paesaggio ed il patrimonio culturale.
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