Una legge che dà ossigeno al settore olivicolo, rendendo meno complicato abbattere gli olivi improduttivi. «Con questa normativa sulla 'disciplina concernente l'abbattimento degli alberi di olivo', approvata in Consiglio una ventina di giorni fa, abbiamo voluto sbloccare la situazione di alcune zone a vocazione olivicola del Veneto e della nostra provincia, come il Garda, che erano immobilizzate da normative risalenti al 1945». Lo afferma il consigliere Davide Bendinelli (Pdl), presidente della quarta commissione agricoltura, primo firmatario. «Molte erano le sollecitazioni di contadini stanchi di una norma non più idonea essendo mutate le condizioni socio-economiche e l'agricoltura stessa». Si ripropone il divieto di libero abbattimento, «salvaguardando però le esigenze economiche della azienda agricola», precisa Benidenelli. Si distingue tra terreni con vincoli di carattere idrogeologico o paesaggistico e quelli non sottoposti a tali vincoli ove l'estirpazione è condizionata da preventiva comunicazione al Comune. «Dovrà però essere reimpiantato un numero di alberi eguale a quelli abbattuti, che, per ogni azienda, non potranno essere più di 5 ogni 2 anni», precisa il presidente della quarta commissione.B.B.