Il presidente dellordine pugliese Reina: fenomeno inarrestabile, si spostino gli edifici LESINA - Rischio di effetti «istantanei, improvvisi e irreparabili». Il presidente dei geologi pugliesi lancia lallarme su Lesina Marina. Il pericolo cè e si vede e nella cittadina lagunare in provincia di Foggia la situazione resta critica. Lo stato di allerta per la frazione balneare di Lesina era stato lanciato la scorsa settimana dallassessore regionale alle opere pubbliche Fabiano Amati, ma minimizzato dal sindaco Tucci. Adesso lallarme torna a crescere intorno alle dichiarazioni di Alessandro Reina, presidente dellordine dei geologi di Puglia: «Il fenomeno è inarrestabile, e può produrre effetti istantanei e improvvisi» spiega lo scienziato. «Ad oggi non esiste nessun sistema efficace di mitigazione del fenomeno di dissoluzione dei gessi, che non determini un forte stravolgimento ambientale e paesaggistico - prosegue Reina - Pertanto quei soldi stanziati forse sarebbe più opportuno utilizzarli per la delocalizzazione, dato che gli effetti di un qualsiasi posizionamento di fabbricati potrebbero rivelarsi irreparabili». A Lesina Marina da più di 30 anni si aprono voragini sul terreno e nellasfalto. Lo sviluppo demografico e la costruzione di palazzine e locali, poi, ha accelerato il fenomeno. La frazione balneare è stata dichiarata in dissesto idrogeologico dal consiglio dei ministri nel mese di ottobre del 2008. Fino ad oggi sono stati spesi 4 milioni di euro tra fondi statali e regionali e proprio nella cittadina balneare è prevista la costruzione di una sorta di villaggio, Lesina 2, una nuova lottizzazione proprio nella zona del canale di Acquarotta, quello che in base ai rilievi degli esperti provoca le infiltrazioni e le voragini. A circa seicento famiglie è stato chiesto di produrre, a proprie spese, una certificazione che attesti lo stato di agibilità delle case in cui vivono. Questo per una decisione del Consiglio di Stato che aveva stabilito che «le spese per le verifiche tecniche sulla condizione statica dei fabbricati e le spese per ottemperare allordinanza del prefetto Nunziante devono essere totalmente sostenute dai proprietari di detti stabili».