C'è perfino un condono per i tombaroli tra i quasi 2.000 (1.993, per la precisione) emendamenti della Finanziaria 2005 presentati in aula alla camera. O meglio, c'è una proposta di sanatoria nei confronti degli acquirenti di reperti di interesse archeologico, che potranno diventare i legittimi proprietari di anfore, vasellame vario e monili antichi purché presentino domanda e versino allo stato il 5 del valore, dei beni, stabilito dalla sovrintendenza entro 180 giorni dalla presentazione dell'istanza. A presentare la richiesta di modifica della manovra per il 2005 è stata Forza Italia, con un emendamento che ha come prima firmataria Gabriella Carlucci. Ma il governo, attraverso il ministro dei beni culturali, Giuliano Urbani, ha fatto sapere di essere contrario. Salvo poi aggiungere che comunque non è possibile impedire a qualsiasi deputato di presentare emendamenti. Ma nel giorno che ha preceduto il vertice della Casa delle libertà convocato per risolvere una volta per tutte la questione della riduzione delle imposte, su Montecitorio è piovuto un po' di tutto. Oltre al condono archeologico, i parlamentari di maggioranza hanno proposto un bonus-ristorante, che consentirebbe di detrarre dalle tasse il 25 delle spese per i pasti fuori casa e per i soggiorni in albergo (oltre 150 e fino a 500 euro) e di quelle per i lavori di manutenzione della casa (sopra i 100 euro e fino a 1.500). Mentre la Lega nord che evidentemente ha un chiodo fisso, insiste per introdurre il pagamento del pedaggio sul Grande raccordo anulare che circonda l'odiata Roma ladrona (ma anche su Roma-Fiumicino, Salerno-Reggio Calabria, Palermo-Catania e Palermo-Mazara del Vallo), chiede che il bonus di 1.000 euro per i figli a partire dal secondo sia esteso ai primogeniti e suggerisce di introdurre la possibilità di compensare i crediti di imposta non rimborsati per un massimo di 50 mila euro l'anno e fino a esaurimento. Il Carroccio vuole anche introdurre la mobilità obbligatoria per il personale della pubblica amministrazione. Quanto ad Alleanza nazionale, il partito del vicepremier Gianfranco Fini pensa a una tassa di scopo per i comuni ad alto richiamo turistico, una sorta di riedizione della tassa di soggiorno che avrebbe l'obiettivo di favorire gli investimenti. Ma al di là delle modifiche più o meno probabili (ieri, tra l'altro, l'assemblea ha sospeso la votazione degli emendamenti al disegno di legge bilancio per consentire la votazione sul decreto legge sull'aviazione civile, prossimo a scadenza), l'attenzione è concentrata sul vertice dalla Casa delle libertà che oggi dovrebbe raggiungere l'intesa sul piano di accorpamento delle aliquote Ire voluto dal presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, e sull'abbattimento dell'Irap richiesto da tutte le imprese e di cui An ha fatto un cavallo di battaglia. Ieri, il ministro dell'economia, Domenico Siniscalco, si è dichiarato ottimista sulla possibilità che il centrodestra raggiunga un'intesa sulla riduzione delle imposte. «Confido che si arrivi a un accordo positivo per tutti», ha dichiarato. «Tutte le ipotesi sono sul tavolo». Una speranza, anzi una certezza espressa anche dal ministro delle comunicazioni, Maurizio Gasparri: «Un non accordo sarebbe inimmaginabile», ha osservato. L'esponente di An ha chiesto che l'intervento favorisca «i redditi più bassi, le famiglie e i ceti medi» e ha spiegato che «sarà ragionevole una modulazione biennale degli interventi». Della questione tasse avrebbero dovuto discutere nella serata di ieri i responsabili economici dei partiti della Casa delle libertà e Siniscalco. Ma il summit è stato rinviato, come ha annunciato il presidente della commissione bilancio della camera, Giancarlo Giorgetti (Lega nord), mentre il titolare del dicastero di via XX Settembre ha incontrato in serata il ministro delle riforme, Roberto Calderoli, autore della mediazione tra le posizioni di Berlusconi (tre aliquote con la massima al 39, in attesa di arrivare a due, con la più alta al 33) e quella di An (quattro, con la più elevata intorno al 42, poi diventate tre con un contributo di solidarietà a carico dei più abbienti). Dalla questione fiscale, del resto, dipende tutto il percorso parlamentare della Finanziaria 2005. Solo una volta individuate le risorse necessarie per gli sgravi (circa 7 miliardi di euro), ha fatto sapere il governo ai responsabili economici della maggioranza, sarà possibile sapere quanto resterà a disposizione per gli emendamenti presentati alla Camera.
Condono sui beni culturali trafugati
Il governo ha espresso opposizione a un emendamento della Finanziaria 2005 che prevede un condono per i tombaroli che potrebbero diventare proprietari di reperti archeologici. Il condono prevede che gli acquirenti presentino domanda e versino il 5% del valore dei beni entro 180 giorni. Il governo ha anche espresso opposizione a un emendamento che prevede un bonus-ristorante, che consentirebbe di detrarre dalle tasse il 25% delle spese per i pasti fuori casa e per i soggiorni in albergo. La Lega nord ha chiesto l'introduzione del pagamento del pedaggio sul Grande raccordo anulare e ha suggerito di estendere il bonus di 1.
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