Luca Modestino Architetto Iniziative. Parte anche a Napoli la campagna per la promozione del patrimonio artistico nazionale Non c'è bisogno di scomodare la celebre frase di Rosa Luxemburg, «Vogliamo il pane, ma anche le rose!», per rivendicare oggi più fortemente il diritto alla cultura, minacciata dagli ormai noti "tagli" da parte del Ministero dei Beni Culturali, ed a torto sottovalutata come occasione di sviluppo economico. Spesso e volentieri si dimentica quanti italiani lavorano in questo campo: basti pensare che, da una stima cauta, risulta che vi sono oggi impiegate oltre 300.000 persone e che l'Italia vanta il maggior numero di siti dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco. In particolare, tra gli esempi del patrimonio culturale presente nel nostro Paese, quelli più esposti all'incuria ed al disinteresse sono senza dubbio i beni architettonici e monumentali: diventa, pertanto, ancor più importante l'iniziativa "Abbracciamo la Cultura", promossa da Legambiente, assieme all'Istituto Nazionale di Urbanistica, ai principali sindacati confederali ed al1'ARCI. La campagna, il cui prossimo appuntamento è previsto per il 5 marzo al Colosseo, adotta il flash-mob come elemento per attirare l'attenzione dei media sul crescente abbandono delle istituzioni. A Napoli, attraverso il sito www .abbracciamolacultura.it ed il quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno, è partito un sondaggio per scegliere il sito su cui far convergere l'attenzione della cittadinanza e dei mezzi d'informazione: i 14 siti, proposti da altrettante associazioni attive sul territorio (tra le altre, la stessa Legambiente, Napoli 99, il Consorzio Napoli Centro antico), sono vari e tutti meritevoli di essere abbracciati". Si va da esempi più "classici", come la Biblioteca della società napoletana di Storia Patria (attualmente in testa nel sondaggio), i teatri San Carlo e Trianon, il Conservatorio di San Pietro a Majella o l'arco di trionfo del Maschio Angioino, fino ad arrivare a proposte più insolite: c'è il famoso "cippo" a Forcella - di cui molti ignorano la reale esistenza, pensando sia solo un modo di dire, usato quando si fa riferimento a qualcosa di molto vecchio alle mura greche di Piazza Bellini, e perfino il centro sociale Gridas di Scampia, che nonostante non sia ospitato in un complesso monumentale (l'edificio è dell'Ira Casa di Secondigliano), acquisisce un valore per la funzione svolta e per i murales di Felice Pignataro. L'Ordine degli Architetti di Napoli ha proposto un esempio classico dell'architettura del diciottesimo secolo, che a parte alcuni percorsi delle edizioni del Maggio dei monumenti, spesso non è incluso nei consueti itinerari turistici partenopei, essendo situato nella zona meno conosciuta del rione Sanità: il Palazzo dello Spagnuolo in via Vergini. Commissionato dal marchese Nicola Moscati, in base a un progetto attribuito a Ferdinando Sanfelice, che sicuramente realizzò la scala a doppia rampa, il palazzo fu successivamente impreziosito dalle decorazioni realizzate intorno al 1740 da Aniello Prezioso ed acquistato all'inizio dell'ottocento da Tommaso Atienza, detto lo Spagnuolo. Per quel che vale, il mio voto l'ho dato a questo sito, e spero che siano tante le persone ad andare a fare ammuina nei Vergini, se sarà scelto: non pensate che valga la pena di "abbracciare" questo pezzo di Napoli?
Un abbraccio alla cultura
Luca Modestino Architetto Iniziative ha lanciato una campagna per promuovere il patrimonio artistico nazionale in Italia. La campagna, chiamata "Abbracciamo la Cultura", mira a sensibilizzare la cittadinanza e i mezzi d'informazione sul crescente abbandono delle istituzioni culturali. La campagna propone un sondaggio per scegliere i 14 siti più importanti da promuovere, tra cui la Biblioteca della società napoletana di Storia Patria, i teatri San Carlo e Trianon, il Conservatorio di San Pietro a Majella e il Palazzo dello Spagnuolo. Il sondaggio è stato lanciato a Napoli e su il quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno.
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