Confcommercio. Per Filippo Danile, presidente cittadino dell'organizzazione, è l'unica speranza che ci resta Il presidente di Confcommercio Agrigento Filippo Danile Senza guardare alle potenzialità della Valle dei Templi questa città andrà verso il declino. Vede nero, anzi nerissimo il presidente di Confcommercio Agrigento, Filippo Danile. Secondo lui l'unico spiraglio di speranza è rappresentato da quel tesoro del nostro patrimonio archeologico, che dovrebbe aprirsi a realtà produttive, commerciali, artigianali, e della ristorazione in particolare. "Entro precise regole, regole di fattibilità" puntualizza. Non è nuova questa sua proposta di legare le capacità attrattive dell'archeologia all'economia della città. Altrimenti, non ha senso parlare di città turistica o di città a vocazione turistica. E lo dimostrano anche le incomprensioni con il Comune sulle aperture nei giorni festivi o del patrono, San Gerlando. Deroghe non richieste, non necessarie, o perfino contestate come dall'associazione Via Atenea Friends. "Abbiamo avuto due incontri con l'assessore La Rosa - riferisce Danile - e abbiamo ribadito che avremmo voluto procedere come sempre, in modo democratico, cioè consultando i nostri associati, commercianti di ogni tipo, di ogni zona della città. L'assessore è andato avanti lo stesso, decidendo per l'apertura anche il 25 febbraio. Delle tredici festività di apertura previste da una vecchia delibera, ancora in vigore, ce n'erano nove da distribuire. Possiamo capire per la Sagra del mandorlo, per la festa di San Calogero, ma per la festa del Santo patrono avremmo preferito chiudere". Il monitoraggio tra gli associati ha dato un esito quasi unanime: tutti contrari, sia al Villaggio Mosè che nel centro città, dall'estrema periferia a via Atenea. La distribuzione delle altre aperture nei giorni festivi dovrebbe essere stabilita in base all'esito di un nuovo monitoraggio, sentito il parere degli stessi commercianti. La percezione degli affari nei giorni festivi non c'è, come può esserci in una città turistica come Taormina, dove rimanere aperti ha un valore e un esito diverso. Ma per cambiare le sorti di questa realtà, quali possono essere le prospettive di rilancio? "Io non ne vedo. Avevamo proposto il progetto 'Agrigento città del commercio', collegandoci al Centro commerciale naturale e coinvolgendo la Camera di commercio e le associazioni di categoria, e in particolare gli artigiani, con l'obiettivo di ripopolare e rivitalizzare il centro storico con attività di tipo tradizionale: non soltanto nel cosiddetto salotto buono, ma tra la via Atenea e la via Duomo, Santo Spirito, via Garibaldi fino all'Addolorata, piazza Ravanusella. Un centro storico che realizzasse un trait d'union con la Valle dei Templi, un parco vivo, però, con le sue realtà commerciali, artigianali, di intrattenimento e di ristorazione, realizzate nei limiti previsti, nel pieno rispetto dei beni culturali, unico veicolo in grado di traghettarci verso un futuro". Eppure pochi sono stati i riscontri. L'unico segnale d' "apertura"dall'allora direttore del Museo e oggi direttore del Parco, Giuseppe Castellana. Poi il nulla. Danile continua a credere in questo progetto, nella nascita delle piccole botteghe, in grado di rimettere in moto un'economia pressoché immobile come la nostra. Non ha fiducia invece nella burocrazia, per i tempi che ha, e non crede nemmeno nel Centro commerciale naturale, "iniziato in modo sbagliato - afferma - senza il contributo delle associazioni di categoria, del Comune, della Provincia". Quale, secondo Danile la soluzione? "Estendere il centro commerciale naturale, non limitarlo alla via Atenea. Agrigento città del commercio è anche la via Manzoni, così vicina alla Valle, e una strada storica anch'essa, con le sue tipologie di negozi. Pure Villaseta, per la sua prossimità al parco può divenire una zona commerciale piena di vita. La zona dello stadio Esseneto può essere la 'porta' di collegamento tra il parco e la città". 26022011
AGRIGENTO - Confcommercio. Per lo sviluppo bisogna puntare sui templi
Il presidente di Confcommercio Agrigento, Filippo Danile, sostiene che la città andrà verso il declino se non si troverà una soluzione per il problema dei giorni festivi. Secondo lui, l'unico spiraglio di speranza è rappresentato dalla Valle dei Templi, che dovrebbe essere utilizzata per creare attività commerciali, artigianali e ristorative. Danile ha proposto il progetto "Agrigento città del commercio", che prevede la creazione di un centro storico con attività tradizionali, ma non ha ricevuto riscontri. Il presidente di Confcommercio ritiene che la soluzione sia l'estensione del centro commerciale naturale, che potrebbe includere strade storiche come la via Manzoni e Villaseta.
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