SPERLONGA Nella mattinata di ieri tutti gli operatori balneari della costa pontina, da Latina fino a Scauri, hanno consegnato la documentazione comprovante i danni causati dal fenomeno dell'erosione. Il dirigente della Confcommercio Imprese per l'Italia della provincia di Latina Marrigo Rosato ha raccolto tutta la documentazione: planimetrie correlate da fotografie e quant'altro per riuscire a quantificare in maniera specifica il danno subito da ciascun privato. Una trentina in tutto i fascicoli consegnati. Diversi milioni di euro i danni complessivi. «Si tratta di un danno inestimabile - afferma il dirigente Rosato - alcune spiagge sono state letteralmente inghiottite dal mare e bisogna intervenire concretamente affinchè i nostri operatori balneari vengano messi in condizione di poter lavorare». Continua poi, ponendo l'accento sull'impossibilità di lavorare che alcuni gestori di stabilimenti balneari o camping della costa stanno denunciando. «È totalmente inutile promuovere la provincia di Latina ed il turismo se poi gli operatori sono impossibilitati ad esercitare la professione. Ribadisco che abbiamo la necessità di un intervento immediato, ma di lungo periodo». Scauri, Gaeta, Sperlonga e Fondi i comuni maggiormente interessati dal fenomeno dell' erosione. La spiaggia di ponente di Sperlonga è quasi totalmente sparita. Quella di levante, proprio nel punto in cui si trovano i resti romani della villa di Tiberio, è stata totalmente devastata ed il mare arriva quasi fino ai resti, tanto da suscitare anche la preoccupazione della Sovrintendenza ai Beni Culturali. Addirittura l'erosione sta facendo emergere pietrisco e materiale di riporto risalenti al periodo in cui fu costruita la statale Flacca, dunque agli anni '50. Erasmo Chinappi, Presidente dell'Ascom di Sperlonga: «È difficile quantificare precisamente il danno di un fenomeno che da decenni sta interessando la costa. Forse potremmo parlare di qualche milione di euro, a voler essere ottimisti». Posizionamento dei pennelli soffolti e ripascimento delle spiagge è la richiesta che Rosato e Chinappi faranno alla Regione Lazio la prossima settimana.