Vetri rotti, cartacce,bottiglie, lattine vuote, mozziconi di sigarette, fazzoletti di carta, bicchieri, posate e buste di plastica, depliant pubblicitari ed erbacce. Il colpo d'occhio del glorioso Ludus Magnus è desolante: la più importante palestra esistente della Roma antica è umiliata a ricettacolo di rifiuti. L'effetto è quello di una mini-discarica. A scongiurare l'inciviltà nell'area, la cui competenza spetta al Comune di Roma e alla Sovrintendenza ai Beni culturali, non sono bastate neanche le telecamere. La più importante palestra esistente della Roma antica dove i gladiatori alloggiavano e si addestravano prima di ogni combattimento, e le loro esercitazioni erano seguite ogni volta da un ristretto gruppo di spettatori, è ormai ridotta a un ricettacolo di rifiuti. Una delle quattro caserme-scuola (ludi) costruite dall'imperatore Domiziano ad est dell'Anfiteatro Flavio, oggi l'unica parzialmente visibile, è una mini-discarica a cielo aperto. Infatti, all'interno del Ludus Magnus, l'edificio scoperto casualmente nel 1937 durante i lavori di attuazione del Nuovo piano regolatore intrapresi dal Governatorato di allora, si trovano rifiuti e immondizia di vario genere. Per fotografare lo stato in cui versa uno dei simboli dell'antica Roma, dividiamo la visita in tre zone: lato ,destro, sinistro e centro.. Se si guarda il complesso monumentale da destra, spalle Colosseo, ovvero dal lato di via San Giovanni in Laterano, ieri, così come il. giorno prima, era possibile vedere un ombrello rotto, cartacce, bottiglie, lattine vuote, pacchetti di sigarette, mozziconi, vetri rotti, fazzoletti di carta, bicchieri e posate di plastica, pezzi di legno e depliant che pubblicizzano serate in pub e discoteche. Anche al centro, guardando i resti dell'edificio, tra l'altro ricoperti di erbacce e vetri rotti, la musica non cambia: buste di plastica, vecchi giornali e cartacce. Sulla sinistra, lato via Labicana, è facile imbattersi in cartoni di vino, ancora buste di plastica, una confezione di un medicinale per uso veterinario e un collirio. Inoltre, sulla recinzione, da tempo ormai usurata dalla ruggine, c'è chi vi ha lasciato lucchetti, catene, tovaglioli di carta, nastri di plastica e un auricolare di un telefonino. Eppure all'interno dell'area, la cui competenza spetta al Comune di Roma e alla Sovrintendenza ai Beni culturali, come ricorda un'apposita targa, ci sono numerose telecamere che dovrebbero svolgere un'azione deterrente contro chi imbratta e sporca. Come se non bastasse, fa bella mostra di sé un vecchio modello di cestino per i rifiuti privo di necessaria busta e di un coperchio. A cosa serva, a parte rovinare l'estetica, non si capisce. Di sicuro, questi angoli di degrado non lasciano indifferenti romani e turisti. «E' uno schifo - protesta Guido Buccolini, 60 anni, residente al Celio - perché gli operai del Servizio Giardini puliscono solo saltuariamente. Di fatto l'area è in balia di incivili e vandali. Eppure un luogo come questo meriterebbe più rispetto». «La colpa? Di chi, all'uscita dei locali di via San Giovanni in Laterano, getta bicchieri e bottiglie di vetro sul marciapiedi e dentro il Ludus Magnus - lamenta Gabriele Magni, 81 anni, residente in zona -. Ma se la strada viene pulita ogni mattina dall'Ama, ci si dimentica del resto». Infine, i turisti. «Eravamo curiosi di vedere il Ludus Magnus - raccontano Paolo Siccardi e Sabrina Sciandra, impiegato e maestra di Savona - ma non ce lo aspettavamo così sporco».
Roma, degrado. Da palestra dei gladiatori a "portarifiuti", ecco come viene umiliato il Ludus Magnus
Il Ludus Magnus, una delle quattro caserme-scuola (ludi) costruite dall'imperatore Domiziano ad est dell'Anfiteatro Flavio, è stata trasformata in un ricettacolo di rifiuti. L'area è stata scoperta casualmente nel 1937 durante i lavori di attuazione del Nuovo piano regolatore. La visita al complesso monumentale è possibile dividendo la zona in tre aree: destra, sinistra e centro. Nella zona destra, si trovano rifiuti come ombrelli rotti, cartacce, bottiglie, lattine vuote e depliant pubblicitari. Nella zona sinistra, si trovano rifiuti come cartoni di vino, buste di plastica e un collirio.
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