Sono ancora i condoni a tener banco nel confronto sulla Finanziaria. Gli emendamenti di Gabriella Carlucci e Gianfranco Conte, di Forza Italia, sul cosiddetto archeo-condono, che prevede la possibilità di sanare il possesso illegale di beni culturali versando il 5 del valore dell'opera, arriva in aula a Montecitorio con una coda polemica. E soprattutto con un rotondo «no» del ministro titolare. Giuliano Urbani l'ha detto ieri senza mezzi termini: «Il governo è contrario a ogni emendamento che preveda la riemersione di beni culturali illegalmente in possesso di privati». E i tecnici del suo ufficio legislativo hanno rincarato la dose spiegando che il ministro dei Beni culturali «ha già manifestato nei giorni scorsi al ministero dell'Economia e delle Finanze le diverse ragioni che rendono inaccettabile un simile provvedimento», anche se, butta lì lo stesso Urbani, «non si può certo impedire la presentazione di emendamenti da parte dei deputati». Per ora al suo fianco c'è la Lega che ha annunciato il voto contrario, oltre all'opposizione che protesta e, con l'ex ministro dei Beni Culturali, Giovanna Melandri, parla di «istigazione a delinquere». Ma non è soltanto la bocciatura dell'archeo-condono la novità di giornata. Con il decreto legge taglia-deficit che approderà giovedì al Consiglio dei ministri, secondo le anticipazioni di Radiocor, slitta al 2005 il termine del pagamento del condono edilizio. La scadenza dell'oblazione (ora prevista al 10 dicembre insieme alla presentazione della domanda) sarà spostata in due rate a maggio e a settembre 2005. La mancata entrata per quest'anno sarà compensata da alcune misure che irrobustiscono gli acconti versati da banche (dall'1 all'1,3 delle somme riscosse con il modello F24), assicurazioni, poste e Cassa Depositi e Prestiti. Per le banche viene previsto inoltre lo slittamento all'esercizio 2005 dell'aggravio Irap disposto dalla manovra correttiva di luglio. Nel complesso il provvedimento dovrebbe garantire 2 miliardi di entrate sul 2004. Stabilisce anche il versamento dell'acconto dell'imposta di bollo assolta in modo virtuale da Poste Italiane, banche e finanziarie. Per le compagnie di assicurazioni scatterà anche l'obbligo di versare in acconto l'imposta sulle assicurazioni con la esclusione di quelle destinate alle province per i contratti Re auto. Cassa Depositi e Prestiti e Poste dovranno invece versare l'acconto sulle ritenute sugli interessi corrisposti ai titolari di depositi e conti correnti. La data dovrebbe essere fissata al 30 novembre.