SÌ ALL'INGRESSO dei privati a Pompei, «purché la gestione resti in mano allo Stato e, dunque, alla Soprintendenza». Questa la posizione dalla presidente del Fai (Fondo ambiente italiano) Ilaria Borletti Buitoni. «Con questi presupposti non trovo nulla di male se i privati contribuiscono alla valorizzazione del sito», le sue le parole. Due, secondo il numero uno del Fai, i problemi di Pompei: la necessità di una manutenzione «ordinaria, costante e fatta bene perché Pompei non manca di soldi» e una gestione che permetta «di non avere cani randagi in giro, luoghi chiusi, difetti nella custodia che sono fatti palesi ai visitatori».
Fai: ,Sì ai privati, no all'ingresso dei randagi a Pompei
SÌ ALL'INGRESSO dei privati a Pompei, purché la gestione resti in mano allo Stato e, dunque, alla Soprintendenza. Questa la posizione dalla presidente del Fai (Fondo ambiente italiano) Ilaria Borletti Buitoni. Con questi presupposti non trovo nulla di male se i privati contribuiscono alla valorizzazione del sito, le sue le parole. Due, secondo il numero uno del Fai, i problemi di Pompei: la necessità di una manutenzione ordinaria, costante e fatta bene perché Pompei non manca di soldi e una gestione che permetta di non avere cani randagi in giro, luoghi chiusi, difetti nella custodia che sono fatti palesi ai visitatori.
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