Città che cambia. Nostra intervista al celebre architetto. E in maggio a Marzaglia la pista auto MODENA. In Sant'Agostino due torri alte venti metri per ospitare migliaia di libri delle biblioteche. E poi una copertura in vetro su una piazza interna e un camminamento scenografico dove una volta c'era il pronto soccorso. Sono alcuni degli elementi che caratterizzeranno il nuovo polo culturale progettato nell'ex ospedale Sant'Agostino dal celebre architetto Gae Aulenti. Intanto nella campagna di Marzaglia volata finale per concludere i lavori della pista automobilistica, che sarà pronta nel mese di maggio. Tanti negozi, librerie, bar, gallerie d'arte, molti passaggi pedonali interni e una frequenza immaginata altissima di studenti, utenti di biblioteche, studiosi; un cortile coperto e altri passaggi vetrati con similitudini - fatte le debite proporzioni, ovviamente - con il cortile del British Museum di Londra. Poi due torri librarie piuttosto evidenti poste sul retro del cortile delle tenaglie, da costruirsi dopo l'accordo con la Soprintendenza visto che l'edificio è settecentesco. Sono queste le caratteristiche principali del nuovo Polo culturale il cui cantiere aprirà nel 2012. Oggi la Gazzetta pubblica i più recenti rendering architettonici del gruppo di lavoro attivato per la riqualificazione dell'ex ospedale di via Emilia centro. La città per riconvertirsi aspetta due progetti milionari, il museo Enzo Ferrari e per quanto riguarda la cultura appunto il nuovo polo che comprenderà le biblioteche Estense e Poletti, un amplissimo polo espositivo da utilizzarsi a turno dagli istituti culturali della città, il centro per la fotografia reso possibile dalla raccolta di fotografie internazionali contemporanee in corso di acquisizione dalla Fondazione Crmo, un'ampia foresteria, il centro linguistico dell'Università e per l'appunto una nutrita serie di negozi per attività in qualche modo legate alla cultura. La città si aspetta molto da questo progetto di riqualificazione del Polo bibliotecario e fotografico del Sant'Agostino, affidato al Consorzio Leonardo di Modena e all'archistar Gae Aulenti dopo un concorso di idee gestito dai padroni di casa - la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena - tramite una giuria con rappresentanti del Comune e della Direzione regionale del Ministero per i Beni culturali. Come si vede dalle immagini che pubblichiamo l'utilizzo del vetro sarà preponderante in dialogo con la pietra antica, secondo la decisione del duca Francesco III d'Este di erigere a metà Settecento un luogo di cura per i cittadini indigenti. In tutti i cortili, e dove possibile anche all'interno, il materiale sarà abbinato anche al legno. Tutto appare dunque ben definito e a una fase di progettazione - anche se ancora siamo lontani dal progetto definitivo che necessariamente dovrà essere concordato con la Soprintendenza dei beni architettonici - da cui si intravvedono le linee guida precise del tutto. Si comprende anche perché nei giorni scorsi il presidente della Fondazione Andrea Landi abbia di fatto detto no al museo della Figurina collocato qui. Circolava infatti vo ce che il Comune pensasse di chiedere di posizionare al S.Agostino il museo in difficoltà, oggi collocato nella mansarda di palazzo S. Margherita, ma non avrebbe senso creare una dissonanza in un progetto avviato.