E' possibile la ricostruzione di uno dei due Buddha giganti di Bamiyan, in Afghanistan, distrutti con l'esplosivo dai talebani, allora ancora al potere: ad affermarlo è Erwin Emmerling, un archeologo tedesco che guida un'équipe di esperti dell'Università tecnica di Monaco di Baviera (Tum) impegnati da mesi nel recupero dei frammenti delle gigantesche statue fate saltare nel 2001. Esperti europei e giapponesi lavorano al recupero dei frammenti per conto del Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti (Icomos). In particolare, gli archeologi hanno esaminato nell'ultimo anno e mezzo centinaia di frammenti delle statue. I due Buddha, scolpiti nella roccia, misuravano rispettivamente 55 e 38 metri di altezza e, secondo Emmerling, «la ricostruzione del più piccolo potrebbe essere sostanzialmente possibile». L'esperto è invece «più scettico» sul Buddha più grande, poiché oltre a essere più alto era anche più profondo (12 metri contro due metri). Tuttavia, anche per il restauro del Buddha più piccolo «bisogna superare ostacoli pratici e politici». La conservazione del frammenti, ad esempio, richiederebbe la costruzione di una struttura nella valle di Bamiyan oppure il trasporto in Germania di circa 1.400 frammenti di roccia da circa due tonnellate l'uno. Secondo gli archeologi, il Buddha più piccolo risaliva agli anni 544-595 dopo Cristo, mentre quello più grande era stato realizzato tra il 591 e il 644, ed entrambi anticamente avevano colori molto vivaci.