La storia d'Italia dal 1890 ai giorni nostri raccontata nei sette milioni di lastre fotografiche e negativi di Umberto Cicconi Così Umberto Cicconi, presidente della Fondazione "Allori": "Il rapporto fra la memoria e la storia non è qualcosa di nuovo, ma è antico quanto le società storiche. Le società sono storiche appunto perché si preoccupano della traccia che lasceranno dopo. È per questo che esse hanno lasciato delle testimonianze, dei monumenti, delle iscrizioni degli archivi, poi, in forme più elaborate, dei racconti, allo scopo di fissare nel tempo ciò che esse erano state: tutto ciò dura da più di duemila anni Ciò che vi è di nuovo oggi è la trasformazione del rapporto fra la memoria e la storia. Le nostre società agiscono per conservare delle tracce di ciò che è stato il loro passata, ma anche per trasformare le tracce delle loro esperienze viventi Per contribuire alla conservazione e alla trasformazione delle tracce è nata la 'Fondazione Allori', che si propone di operare per il recupero e la promozione delle memorie del Novecento italiano". Così Umberto Cicconi, perché la storia si trasmette solo con i ricordi. E dei ricordi di migliaia di anni fa erano testimonianza le costruzioni, poi i libri e i racconti; e oggi, soprattutto perché si riesce a fissare i momenti più particolari e importanti dell'ultimo secolo e mezzo, per merito della grande invenzione della macchina fotografica. E chi parla ha una grande competenza, perché la sua capacità di fotoreporter (della quale parleremo dopo) ha avuto il merito di fissare grandi memorie storiche degli ultimi trent'anni. Ma la Fondazione "Allori" può praticamente raccontare la storia d'Italia col 1890 per il possesso di ben sette milioni di lastre fotografiche e negativi. Tanto importante dal punto di vista storico il materiale che la Soprintendenza archivistica del Lazio ha dichiarato la Fondazione Allori, presieduta da Umberto Cicconi, essendo di interesse storico particolarmente importante perché rappresenta una preziosa fonte per gli studi e per gli approfondimenti della storia politica, sociale, economica, culturale nazionale ed internazionale è stata riconosciuta nel "Codice dei beni culturali" sotto la tutela della Sovrintendenza stessa. Ecco, di seguito, l'elenco di cosa comprende l'archivio fotografico Cicconi, riconosciuto dal ministero dei Beni culturali e ambientali come "di notevole interesse storico". Archivio Roma Press photo-video di Porry Pastorel (numero di lastre e negativi 5.500.000) - Tutto materiale di famose agenzie fotogiornalistiche nate nel dopoguerra, considerate per quasi mezzo secolo leader del settore. Soggetti particolarmente importanti della collezione sono il Vaticano (18701990); il fascismo; Casa Savoia (18901946); vita politica della Capitale e del Paese dalla monarchia alla crisi della prima Repubblica; la "dolce vita" e "Hollywood sul Tevere", backstage di film; storia della radio e della tv (193989); artisti e personaggi celebri, cultura, moda e spettacolo; cronaca. Archivio Cartoni (numero di lastre e negativi: 460.000) - Alberto Cartoni, fotografo del ventennio accreditato a Palazzo Venezia. L'archivio comprende immagini che documentano la parabola del regime fascista, prevalentemente attraverso la vita pubblica e privata del Duce. Di pregio particolare le foto inedite, relative alla costruzione di innumerevoli opere architettoniche (La Sapienza, il Foro Italico, ecc.). Nel 1940 l'archivio è stato murato dallo stesso Cartoni fino alla fine degli anni '60 per tutelarlo da manomissioni e furti. Nel 1990 è stato riportato alla luce da Umberto Cicconi. Archivio Appetiti (numero di lastre e negativi 540.000) - Spartaco Appetiti: fotografo accreditato presso la Santa Sede e attivo fino alla fine degli anni Sessanta. La collezione è dotata di eccezionali documenti fotografici del Vaticano, in quanto Appetiti fu per tanti anni il fotografo di diversi Pontefici. Archivio Umberto Cicconi (numero di diapositive e negativi 645.000) - Umberto Cicconi è stato fotoreporter e fotografo personale di Bettino Craxi per venti anni, dal 1980 al 2000. Nel corso della sua attività ha ritratto la politica nazionale e internazionale della prima Repubblica. L'archivio contiene i fondi di Antonio Sansone, Italo Tonni, Osvaldo Restaldi e Vezio Sabatini, attraverso i quali si completa la parte più recente della storia e della cronaca italiana. Quali sono le mire della Fondazione "Allori"? Il presidente Cicconi è preciso: si esprime nel campo dell'educazione, della formazione e della didattica per favorire lo sviluppo dei giovani di una crescita culturale e sociale; e opera, inoltre, in modo da favorire nell'individuo la maturazione della personalità, la consapevolezza delle proprie potenzialità, il rispetto dell'impegno sociale e della partecipazione. Per il raggiungimento dei propri fini, la Fondazione "Allori" intende promuovere, organizzare e gestire eventi e attività varie nel settore della cultura, attraverso mostre, manifestazioni, eventi, convegni, incontri, dibattiti, conferenze, seminari, spettacoli, concerti, proiezioni, attività turistiche, presentazioni di opere letterarie, corsi; sviluppare, per proprio conto o con la collaborazione di importanti case editrici, un'attività editoriale rivolta alla pubblicazione di libri, cataloghi, periodici oltre alla diffusione di calendari e cartoline; creare gruppi di studio, seminari, riunioni e dibattiti; affiancare e coinvolgere enti, istituzioni, associazioni e privati in possesso di un patrimonio fotografico, che abbiano fini simili a quelli della fondazione e che operino nel campo culturale, artistico e turistico, proponendo iniziative che contribuiscano allo sviluppo della cultura nelle sue forme più carie; svolgere attività in campo internazionale che consentano lo sviluppo, l'arricchimento e l'integrazione culturale; allestire attività culturali ingaggiando esperti esterni alla Fondazione; promuovere attività di aggregazione per bambini e ragazzi. Ma non finisce qui, l'attività della Fondazione Allori, perché quanto si propone è davvero importante. Fra i suoi compiti vi è quello fondamentale di promuovere il "Novecento" attraverso il recupero, la conservazione e la divulgazione di immagini rappresentative del XX secolo che ha modificato in modo radicale la nostra vita e che ha visto la nascita di sogni e di speranze che oggi sono diventate realtà. La Fondazione "Allori" nasce dalla forte volontà di conservare una memoria storica visiva attraverso l'utilizzo di materiale proveniente dalle più grandi e storiche agenzie fotografiche. Attraverso gli oltre sette milioni di scatti, l'Archivio Cicconi (che come ho scritto è riconosciuto e tutelato dal ministero dei Beni culturali come Archivio di notevole interesse storico), è possibile ripensare, approfondire o vedere da una angolazione diversa, tanti momenti della storia politica e sociale del nostro Paese, non solo politica e sociale, ma anche del costume e dello spettacolo. Essa dà vita ad una programmazione di alta qualità secondo due direttive: da una parte seguire e sostenere fotografi affermati con una posizione consolidata nella storia e nel mercato della fotografia, dall'altra valorizzare e divulgare un archivio storico di notevole importanza, incoraggiando i giovani alla conoscenza. Ma la Fondazione non si pone solo l'obiettivo di diffondere la fotografia storica italiana e contribuire alla creazione di un sistema locale ad essa dedicato, ma si impegna, all'interno del proprio contesto di riferimento, a propone la fotografia storica come chiave di lettura e come "strumento" di integrazione sociale, di confronto multiculturale e di riqualificazione territoriale. Per fare questo, la Fondazione esce dalla propria sede, offre programmi di didattica e mette la propria attività al servizio della cultura. Perché la novità oggi è quella della trasformazione del rapporto fra la memoria e la storia, per conservare e documentare le tracce di quello che è il passato. I target della Fondazione sono i fotografi, gli storici, gli artisti, i collezionisti e gli appassionati, ma sono anche il pubblico dei non addetti ai lavori, nel sistema della cultura della immagine italiana. A tutto questo, si aggiunge una tensione verso la dimensione internazionale, testimoniata dalla volontà di partecipare a programmi europei di finanziamento alla cultura e per la digitalizzazione dei più di sette milioni di negativi, dal coinvolgimento di storici, tecnici, fotografi di pregio, professionisti e curatori italiani e stranieri fin dalla sua fase costitutiva e dalla attenzione alle esperienze internazionali capaci di arricchire e offrire spunti innovativi alla propria offerta culturale. La Fondazione svolge le seguenti attività: esposizioni, a fianco delle quali organizza una attività di letture, seminari, convegni sui temi dell'esposizione; archivio; pubblicazioni delle mostre, libri d'arte, programmi tv, dvd; guida alla archiviazione del materiale fotografico; didattica per bambini e giovani; altre attività (viaggi d'arte fotografica, organizzazione di serate a tema, aste annuali con fotografie inedite stampate su supporti d'arte, ecc.); perché, fin dai primi mesi di vita, la Fondazione si è posta l'obiettivo di creare e accrescere la propria collezione: ad ogni fotografo invitato sarà richiesto di lasciare una sua opera fotografica, oltre alle foto inedite a tiratura limitata dell'archivio Cicconi, create dalla Fondazione. Per concludere, la Fondazione intende dotarsi di una strategia di sostenibilità di lungo periodo, capace non solo di raccogliere risorse economiche, ma di far convergere attorno ad un interesse comune soggetti pubblici e privati. Per questo, la strategia di foundraising della Fondazione "Allori" è volta a sensibilizzare e coinvolgere non solo chi opera direttamente in questo ambito, ma anche i singoli cittadini, fondazioni, settore pubblico e imprese. Tali soggetti potranno partecipare alla Fondazione in qualità di partner fondatori o attraverso il programma corporate e di membership. Infine, essa intende prendere parte a programmi per i finanziamenti europei "Cultura 2011", presentando il proprio progetto di digitalizzazione e indicizzazione dell'Archivio fotografico Cicconi. L'attività della Fondazione "Allori" dal 2007 al 2010 è già stata notevole con attività di grandissimo interesse storico, come "Grazie America": il catalogo porta la prefazione di Giulio Andreotti e di Walter Veltroni mostra di eccezionale importanza storica esposta a New York e in molte città italiane; un convegno in ricordo di Bettino Craxi, presidente del Consiglio dei ministri, dal titolo "Per la pace e lo sviluppo" tenutosi alla Camera dei deputati, con ospite d'onore il senatore di diritto Giulio Andreotti; "L'Italia scopre l'America", alla "Casa del Cinema"; e un programma di ben quaranta puntate alla Rai-tv; un programma televisivo di Giancarlo Croverni dal titolo "Fermo fotogramma" pubblicato da G. Minori su "Rai-Storia". Proprio in questi giorni i quotidiani hanno dato (giustamente) ampio spazio alla attività di 86 fotografi che raccontano il nostro Paese con la pubblicazione di foto su fatti e avvenimenti di tutto il mondo, che hanno suscitato un grande interesse di critica. Ed è stato importante, perché le foto rappresentano documenti storici che non permettono di alterare la storia.
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26 Febbraio 2011
Lazio, archivi fotografici. L'inestimabile tesoro della Fondazione "Allori"
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Aldo Chiarle
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