Le indiscrezioni danno il 3 marzo come la data scelta per l'annuncio ufficiale del cambio d'incarico VENEZIA. La notizia circola nell'aria da tempo, gira nelle chiacchiere dei salotti romani, la cattura un giornale milanese e ne fa un titolo a 6 colonne, che piomba a Venezia con il tonfo di una pietra in laguna. Splash. L'acqua blu di una giornata fredda ma piena di sole si rinchiude. I cerchi si allontanano. Chi s'è visto s'è visto. Nessuna vibrazione, nessuna emozione. Soprattutto nessuna conferma: «L'attuale ministro dell'agricoltura prenderà il posto di Bondi», dice la notizia data da Italia Oggi. «Galan dai trattori alla cultura», è la studiata sintesi Non lo conoscono, evidentemente, perché Giancarlo la cultura ce l'ha già e i trattori pure: non se ne sbarazzerebbe mai. Non vede l'ora di tornare a villa Rodella Pasinetti Pasqualigo, oggi Galan, per mettersi al volante del Carraro TTR4400 rosso che gli hanno regalato gli amici e scorazzare dentro e fuori le pertinenze della trecentesca magione. Correndo qualche rischio, perché gli è capitato pure di stare in bilico sull'argine del canale Bisatto, che scorre lì vicino. I dislivelli creano situazioni pericolosissime, c'è poco da scherzare: gli incidenti sul trattore sono tremendi Ma Galan non ha bisogno di raccomandazioni, tutti sanno che è un veterano. Preferisce di gran lunga passare il tempo a pesca, a caccia e nel giardinaggio (ma anche lì ha corso dei rischi: potando le rose con la mano destra si è tagliato la sinistra) piuttosto che sudare sulle carte in biblioteca. Chi preferisce la cultura e infioretta i discorsi di citazioni dotte, oltre che di qualche reminescenza peregrina, è il suo portavoce Franco Miracco, al quale Italia Oggi dedica una lusinghiera citazione nell'articolo de cuius: «Io e Galan parte così la frase attribuita a Miracco abbiamo portato il finanziamento regionale alla Biennale da 100 mila a 2 milioni di euro, abbiamo riattivato il padiglione Venezia, avviato i lavori al nuovo palazzo del cinema ed esteso i collegamenti con le realtà del Veneto». Viene da pensare che, più che Galan, sia lui ad aspettarsi il trasferimento di ministero. Chissà perché a Venezia si ciàcola invece di un ritorno a casa di Miracco, forse alla Biennale, o in qualche altro ente. Devono essere voci fondate sull'aria anche queste. E per di più malevoli, perché alludono a screzi con il ministro. Ma chi conosce entrambi sa che hanno due caratterini, uno più conciliante dell'altro e non se ne meraviglia. Qui se Bondi non si dimette, avremo a che fare sempre con le ciacole. Per la verità, l'attuale ministro della cultura vorrebbe dimettersi ma Berlusconi non glielo permette. Questa è una certezza. La seconda è che l'uscita dal governo degli uomini di Fini ha lasciato delle seggiole vuote. In teoria un rimpasto prima o dopo dovrebbe avvenire. Il quotidiano milanese indica una data precisa: il passaggio avverrebbe nel consiglio dei ministri del 3 marzo. Peccato che non risulti ad uno che dovrebbe saperlo, il ministro Maurizio Sacconi: nel senso, precisa, che siamo molto lontani dalle condizioni che permettano un rimpasto. A Venezia cadono ancor più dalle nuvole. Palazzo Bal si considera una colonia sud della Pannonia: «Cose che può sapere solo il presidente del consiglio». Ma si compiacciono se all'agricoltura, al posto di Galan, andrà il leghista piemontese Sebastiano Fogliato, considerato dall'entourage di Zaia «un tecnico molto bravo». Si sorprendono perfino nel Pdl. «Finché non vedo non commento», dice Marino Zorzato, vicepresidente della giunta. Eppure ha la delega alla cultura, potrebbe pure sbilanciarsi su una sinergia Venezia-Roma: «Io sono uno concreto, se sarà, valuterò». E Giancarlo? Impagabile come sempre la sua reazione: «I mariti sono gli ultimi a sapere». Ha ragione, a villa Rodella la Sandra ne sa più di lui.