L'ultimo scandalo nella serie infinita dei condoni riguarda l'arte e i beni culturali. Lo hanno già ribattezzato «archeocondono» ed è una proposta presentata da un gruppo di deputati di Forza Italia, tra cui Carlucci, Orsini, Santulli, Licastro, che consiste nella possibilità di pagare un condono sulle opere d'arte che sono state ottenute illegalmente. Un condono per i «ladri d'arte», è stato subito detto ieri. Se dovesse passare la norma di Forza Italia, chiunque abbia trafugato reperti o oggetti di valore, invece di restituirli e autodenunciarsi potrà tenerseli pagando il 5 del valore. La deputata Carlucci, per difendersi, ha spiegato che non si tratta di un vero e proprio condono, ma di una proposta per porre uno stop ai «tombaroli». Di parere opposto i parlamentari dei Ds, e molti altri parlamentari dei partiti di opposizione che parlano di una vera e propria legittimazione dei furti d'arte. Anche il ministro dei beni culturali, Giuliano Urbani, mette le mani avanti e dice che il governo è contrario a ogni emendamento che preveda la riemersione dei beni culturali illegalmente in possesso di privati. La camera ha così cominciato a votare ieri legge finanziaria per il 2005. Il testo è accompagnato da una valanga di emendamenti, in tutto sono quasi 2000 e altrettanti sono stati cancellati dalla Commissione bilancio. Siamo solo agli inizi, ma il clima politico a Montecitorio già si scalda. Torna anche la proposta di istituire pedaggi sulle strade provinciali e su alcuni raccordi, come per esempio il Gra, Grande Raccordo Anulare di Roma, non sono state accantonate dal governo. In particolare è la Lega che spinge con forza, per introdurre questi pedaggi nella legge finanziaria 2005 sia come misura per drenare risorse finanziarie, sia per equilibrare una situazione che vede sfavorito il nord. I pedaggi dovrebbero infatti essere applicati a Roma e su alcuni tratti di strade ancora liberi, tipo la Salerno-Reggio Calabria. Un'altra proposta per drenare risorse arriva dall'Udc e prevede che si possano detrarre dal fisco le spese per mangiare fuori casa. Si potranno detrarre quindi le spese sostenute per pagare cene e pranzi al ristorante e pernottamenti in alberghi. Il limite minimo è fissato in 150 euro, mentre il limite è di 500 euro. Oltre le spese per i ristoranti e gli alberghi si propone una lista di una serie di cose che si potranno portare in detrazione: In particolare si propone che dall'imposta lorda possa essere detratto il 25 degli oneri sostenuti per le manutenzioni domestiche, oltre i 100 euro e fino a 1500: non si tratta di grandi ristrutturazioni o di condono edilizio vero e proprio, ma di portare in detrazione spese come quelle per l'idraulico, l'elettricista o per gli istallatori di sistemi satellitari. Tassa speciale anche sulle auto e moto d'epoca. La proposta in questo caso è di Forza Italia. Si tratta di considerare moto e auto d'epoca, a partire dal ventesimo anno dalla loro costruzione degli oggetti particolari. I proprietari potrebbero dunque pagare una tassa forfettaria di 26 o 10 euro. Intanto i deputati di Alleanza nazionale sono preoccupati del destino del turismo in Italia e per questo propongono di istituire e generalizzare i casinò. Per questo si dovrebbero stanziare risorse ad hoc. I proventi andrebbero per il 50 alle società di gestione, al 20 al Comune ospitante, un altro 20 allo Stato e il 10 alla Regione. La Cgil, con Morena Piccinini, denuncia invece l'ennessimo attacco del governo all'automomia decisionale, organizzativa e finanziaria degli istituti previdenziali.
Polemiche sulla proposta di Forza Italia di sanare i furti di opere d'arte
Un gruppo di deputati di Forza Italia ha presentato una proposta per pagare un condono sulle opere d'arte ottenute illegalmente. Il condono sarebbe del 5% del valore dell'opera. Il ministro dei beni culturali, Giuliano Urbani, ha espresso il dissenso e ha affermato che il governo è contrario a ogni emendamento che preveda la riemersione dei beni culturali illegalmente in possesso di privati. La camera ha iniziato a votare la legge finanziaria per il 2005, con una valanga di emendamenti.
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