ROMA. La politica culturale è il termometro della profonda frattura che lacera l'Italia: ieri la coalizione di associazioni «Abbracciamo la cultura» lancia una manifestazione nazionale il 5 marzo, cui parteciperà anche Susanna Camusso segretario nazionale della Cgil, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul degrado della vita culturale italiana con una catena umana stretta affettuosamente intorno al Colosseo. Nelle stesse ore il Governo e la Regione Lazio presentano una nascente Fondazione Zeffirelli, con la presenza del premier Silvio Berlusconi, che se la prende con il cronista de l'Unità, ma non è certo l'unico a essere nervoso. Insorgono le associazioni culturali del Lazio che faranno una iniziativa di protesta il 2 marzo perché la nuova giunta laziale è in procinto di fare pesanti tagli, stornare i soldi sulla moda e s'inventa perfino una nuova fondazione. In ordine alfabetico Berlusconi, Federica Galloni, Francesco Maria Giro, Gianni Letta, Renata Polverini, e Franco Zeffirelli nella sala stampa di Palazzo Chigi presentano la nascente Fondazione Zeffirelli: per l'archivio dei bozzetti e documenti del regista toscano, già senatore di Forza Italia e amico personale di Berlusconi, il ministero «dona» l'Arsenale pontificio, sulle rive del Tevere vicino a Porta Portese. Visti gli affitti vertiginosi che i Beni Culturali pagano per la Direzione alla valorizzazione o per musei come il Pigorini, perché devolvere quell'immobile? Tutti nervosi. Chiediamo informazioni: chi tira fuori i soldi? «Tre milioni e mezzo di euro la Regione e due il ministero», risponde il sottosegretario Giro, dimenticando i due milioni che il ministero ha già investito per il recupero del fabbricato e i 500 mila euro di start-up della regione: totale 8 milioni di euro, mentre per la cultura vera il centrodestra ha solo tagli. E di chi è il progetto di risistemazione dell'area? Dell'architetto Federica Galloni, già nella lista Anemone emersa nell'inchiesta sulla Protezione Civile. Spontaneo domandare: ma la realizzazione la farete con gara d'appalto o con le solite procedure di affidamento diretto? «Appalto, e tutto sarà fatto in un anno», giura Galloni, mentre il nervosismo si propaga nel resto della compagnia. Una domanda per Zeffirelli fa insorgere Berlusconi: maestro, lei che è sempre contrario all'intervento della politica non è preoccupato di affidare il suo archivio a un ente pubblico, e lo donerà o lo venderà alla regione? Scoppia il finimondo: «La Regione - interviene il presidente del consiglio - è passata a un forte governo con il centrodestra. Questo non l'ha letto sull'Unità? Il sito prosegue ridacchiando da solo il premier, che evidentemente non ha capito che non si tratta di uno scavo archeologico avrà più visitatori di quanti non siano i lettori dell'Unità...». Battute facili e vedremo se sarà vero. Polverini s'imbestialisce, comincia a gridare contro Marrazzo, Berlusconi inveisce contro il buco di Veltroni, che - come è stato di recente certificato - non esiste. Gianni Letta cerca di calmarli: «Buoni, buoni...». Nessuno ha la lucidità o l'onestà di dire se il maestro Zeffirelli donerà o venderà il suo archivio. Altra storia Atmosfera del tutto diversa invece alla presentazione di «Abbracciamo la cultura» che vedrà i1 5 marzo al Colosseo convergere l'intero mondo dell'associazionismo, dalla Cgil a Acli Ambiente, da Assotecnici a Legambiente alla Uil (la lista completa su www.abbracciamolacultura.it, con le altre iniziative su tutto il territorio nazionale). Dal Palco parleranno Camusso e poi archeologi, attori, come Giulio Scarpati, Roberto Natale della Federazione nazionale della stampa, Rosella Muroni di Legambiente. Gente che ancora ci crede, e crede che l'attacco alla cultura del centrodestra riguardi il territorio, i teatri, il cinema, la musica, la stampa e l'informazione, la scuola e ritiene perciò giusto spiegarsi con la gente e non insultare.