ROMA Dopo il condono dell'abuso edilizio, il condono dell'abuso archeologico. Basta pagare il 5 del valore del reperto custodito illegalmente per diventarne a tutti gli effetti proprietari. Cancellando ogni reato. Lo prevedono due emendamenti alla Finanziaria targati Forza Italia. L'opposizione insorge. E il diretto interessato, il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, si affretta a precisare che il Governo non è d'accordo, «ma non si può certo impedire ai deputati di presentare emendamenti». Il condono. Prima Gianfranco Conte e ora Gabriella Carlucci, entrambi esponenti di Forza Italia, hanno presentato due proposte per sanare il possesso di reperti archeologici rubati o comunque detenuti illegalmente. Con due distinti emendamenti alla manovra di bilancio, in discussione alla Camera, i due forzisti propongono di fare emergere i tantissimi beni antichi che si trovano nelle case degli italiani sia perché acquistati illegalmente dai tombaroli, sia perché trovati e mai denunciati attraverso il pagamento del 5 del valore del reperto. Pagamento che, nel caso si superi la cifra di 50mila euro, può essere anche rateizzato. Il versamento estingue il reato punito dal Codice dei beni culturali con l'arresto da uno a tre anni o con il pagamento di multe anche di 3mila euro e consente, dietro una dichiarazione di attestazione del possesso o di custodia in buona fede del reperto, di diventarne proprietari. Gli incassi, secondo i proponenti dell'emendamento, sarebbero destinati a interventi nel campo della cultura. Le polemiche. Levata di scudi dell'opposizione. Si tratta di «una vera e propria istigazione a delinquere a danno del patrimonio culturale», commenta l'ex ministro dei Beni culturali, la diessina Giovanna Melandri. Che aggiunge: «non esiste condono che abbia mai disincentivato i comportamenti illegali. Anche questo, se approvato, rappresenterebbe un vero e proprio via libera ai tombaroli». «Non è bastato al centrodestra aggredire il territorio rincara la dose il verde Alfonso Pecoraro Scanio ora vuole estendere i condoni ai beni culturali. È un altro vergognoso attacco della Casa delle libertà al patrimonio artistico del nostro Paese e alla legalità». La difesa di Urbani. «Il Governo chiarisce il ministro Urbani è contrario a ogni emendamento che preveda la riemersione di beni culturali illegalmente in possesso ai privati». Almeno in queste forme. Perché nel 2003 via del Collegio Romano aveva annunciato un disegno di legge che prevedeva una archeo-sanatoria per fare emergere il sommerso, ma senza vendere i reperti ai privati. I beni rimanevano, infatti, di proprietà dello Stato. Poi non se ne fece nulla. E Conte ricorda che anche il Governo di centro-sinistra, a opera dell'ex ministro dei Beni culturali, Walter Veltroni, aveva avuto un'idea analoga. Sta di fatto che ora, oltre all'opposizione, anche tra le fila della maggioranza si registrano perplessità. I leghisti, esempio, annunciano Che voteranno contro gli emendamenti.
Sanatoria archeologica, arriva il no del Governo
Due esponenti di Forza Italia, Gianfranco Conte e Gabriella Carlucci, hanno presentato due emendamenti alla Finanziaria per sanare il possesso di reperti archeologici rubati o detenuti illegalmente. I proponenti propongono di fare emergere i beni antichi attraverso il pagamento del 5% del valore del reperto, che può essere rateizzato, e che il versamento estingue il reato e consente di diventarne proprietari. L'opposizione e il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani si sono oppositi, affermando che il condono rappresenterebbe un vero e proprio via libera ai tombaroli e che non esiste condono che abbia mai disincentivato i comportamenti illegali.
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