Il MAXXI si fa sempre più Maxxi. Allarga i suoi spazi, moltiplica le sue funzioni, presenta le mostre d'avvio del 2011. Giustamente definita ieri dal sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro «la casa della creatività italiana», l'astronave progettata da Zaha Hadid nel bel mezzo del quartiere Flaminio da oggi ha ormai tutti i requisiti di un centro spaziale. Fondamentale, in questo senso, l'apertura di Maxxi B.A.S.E. (biblioteca, archivi, studi, editoria), che coordina la ricerca interdisciplinare del museo ed è situato nella palazzina splendidamente ristrutturata dell'ex caserma proprio di fronte all'edificio di Hadid. E' dotato di 10 mila volumi consultabili "a presa diretta", 40 postazioni computer, riviste specializzate, l'intero database dei documenti e delle collezioni del Maxxi (corredati da migliaia di immagini) e sarà aperto al pubblico dal martedì al venerdì, dalle 10 alle. 18. Le sezioni di studi ed editoria promuoveranno convegni, dibattiti, conferenze, attività di ricerca e daranno così al Maxxi identità di luogo di incontro e di socializzazione, obiettivo da sempre perseguito dal presidente Pio Baldi. Il logico incremento del flusso dei visitatori sarà, fra l'altro, confortato dal grande elegantissimo ristorante aperto nella palazzina. Sul fronte espositivo, dopo Spazio, prende il via il secondo allestimento tematico della Collezione permanente del museo. Il confine evanescente (fino al 2. novembre), nato dall'omonimo libro curato da Gabriele Guercio e Anna Mattirolo, che dirige il Maxxi Arte, edito da Electa e presentato ieri dagli autori. La ricerca e la mostra di Mattirolo-Guercio fanno luce sulla scena artistica italiana dagli anni 60 a oggi, che abbraccia movimenti, opere e poetiche molto differenti. E giungono alla conclusione che si può ragionevolmente parlare sempre di "arte nazionale" ma riconoscendone la caotica molteplicità difficilmente compatibile con un'identità monolitica. Attraverso dipinti, sculture, disegni,e video di diciassette artisti è possibile un confronto tra le opere di Clemente, Chia, Paladino, Cucchi e De Maria e quelle di protagonisti più giovani come Vezzoli, Eva Marisaldi, Lara Favaretto o Giuseppe Caccavale, esponenti della creatività più recente. Con una raffinatissima installazione fatta di luce e acqua, Francesco Venezia firma la prima delle quattro mostre del ciclo Nature, ideato da Pippo Ciorra, senior curator di Maxxi Architettura. Sfruttando magistralmente uno spazio aperto sul soffitto del museo, Venezia lo ha fatto dialogare con una vasca d'acqua rettangolare capace di raddoppiare il pozzo di luce con i suoi riflessi e ha evidenziato, poi, il collegamento tra i due poli grazie a un tubo di acciaio. Ha così creato un asse cielo-terra che dà una singolare suggestione alla mostra, aperta fino al 1 maggio e curata da Margherita Guccione, direttore di Maxxi architettura. Interattiva è, invece, "L'architettura che ti piace" (chiusura il 10 aprile), installazione a cura di Maxxi architettura e del gruppo Gizmo. Consiste in una parete di l l metri all'interno di B.A.S.E. sulla quale i visitatori potranno fissare l'immagine preferita tra le 500 di architetture disponibili nel centro e seguire poi sulla piazza un percorso di 18 progetti selezionati da altrettanti architetti, storici e critici. Sabato e domenica, sarà la volta di una "due giorni" dedicata alla Fotografia italiana con incontri e proiezioni di otto maestri dell'obiettivo come Berengo Gardin e Ferdinando Scianna. «I danni della legge 122 sono stati sanguinanti», dice Baldi, «ma abbiamo scelto di rilanciare». E può rallegrarsi con gli elogi incondizionati della prestigiosa rivista inglese Monocle che ha dato al Maxxi e al suo management il massimo dei voti.
ROMA - Il Maxxi si fa in quattro: un nuovo spazio e tre mostre
Il MAXXI di Roma si è rafforzato con l'apertura di Maxxi B.A.S.E., una biblioteca, archivi, studi, editoria che coordina la ricerca interdisciplinare del museo. La struttura è situata nell'ex caserma di fronte all'edificio di Zaha Hadid e offre 10.000 volumi consultabili, postazioni computer e accesso al database del Maxxi. Il museo ha anche aperto il suo secondo allestimento tematico della Collezione permanente, "Il confine evanescente", che esplora la scena artistica italiana dagli anni '60 a oggi. La mostra presenta opere di artisti come Clemente, Chia e Paladino, e di protagonisti più giovani come Vezzoli e Favaretto.
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