Processati per possesso di reperti archeologici trovati nelle loro abitazioni. Due modicani residenti nella frazione di Frigintini, Antonino Di Tommasi e Antonino Ragusa, sono comparsi davanti al giudice monocratico del Tribunale di Modica, Anton Giulio Maggiore. Erano stati denunciati dai carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Palermo che nel 2008 eseguirono perquisizioni nelle loro abitazioni. Il loro difensore, l'avvocato Gaspare Abbate, ha chiesto di estromettere dal fascicolo le intercettazioni effettuate poiché veniva contestata ai due imputati la ricettazione contro ignoti (reato che consente appunto di disporre le intercettazioni), accusa che è venuta meno. Per questo il magistrato si è riservato di decidere entro il 24 giugno. È stato, in ogni caso, nominato l'archeologo Mammina, della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Trapani, mentre la difesa ha nominato un esperto numismatico, Pavone, di Ragusa. Entrambi saranno escussi nella prossima udienza. Ai due imputati è contestata, in particolare la legge del 2004 sul possesso di materiale di valore storico. Gi. Bu. 25022011