A pochi giorni dalla scadenza del 12 novembre 15 amministrazioni hanno disciplinato il perdono. Tredici leggi locali hanno aumentato i costi della regolarizzazione Solo Sicilia e Sardegna non sono intervenute su oneri e oblazioni -- Il quadro delle leggi regionali -- Condono più caro quasi in tutta Italia. Solo Sardegna e Sicilia hanno deciso infatti di non incrementare i costi della sanatoria. Tutte le undici Regioni più le due Province autonome di Trento e Bolzano che fino ad oggi si sono dotate di una legge, hanno reso più onerosa la regolarizzazione degli interventi abusivi. Le disposizioni statali (articolo 32 del dl 2692003) permettevano di agire sia su oblazione, che su oneri concessori. La prima può essere aumentata del 10, mentre per i secondi l'incremento può arrivare al raddoppio. All'interno di questo campo di azione le Regioni che hanno legiferato si sono mosse in ordine sparso delegando, a volte anche ai Comuni, il compito di decidere sugli aumenti. Sei Autonomie devono comunque ancora approvare in via definitiva le norme sul condono: all'appello mancano Campania, Calabria, Molise, Basilicata, Piemonte e Abruzzo. Per farlo hanno tempo fino al 12 novembre. Se non rispetteranno la scadenza (si veda l'articolo a fianco) diventeranno operative le disposizioni statali. Varranno cioè i limiti volumetrici e i costi stabiliti dall'articolo 32 del dl 2692003. La Sicilia, oltre a non aver previsto alcun aumento, ha anche ridotto al 15 l'importo dell'anticipazione degli oneri concessori (secondo le norme statali è il 30) e permesso una rateizzazione più lunga dei pagamenti che potranno essere effettuati fino al 31 dicembre del 2008. La possibilità di diluire nel tempo il versamento degli oneri è stata prevista anche da Marche e Lazio. Le scadenze fissate dalle norme statali, identiche per oblazione e oneri concessori, sono il 10 dicembre per la prima rata, il 20 per la seconda e il 30 per la terza. Gli interventi regionali non riguardano i termini previsti per l'oblazione, ma quelli per gli oneri. La legge del Lazio consente di pagare la seconda rata degli oneri concessori fino al 30 giugno 2005 e la terza fino al 30 dicembre 2005. Previste inoltre particolari esenzioni per i centri che assistono senza fini di lucro le persone disagiate. Questi centri non dovranno pagare i rincari nè su oblazione, né su oneri concessori. Dagli oneri sono escluse anche le prime case. Nelle Marche la legge distingue fra il contributo relativo al costo di costruzione e quello commisurato agli oneri di urbanizzazione. Nel primo caso l'importo viene raddoppiato e va versato al momento della presentazione della domanda. Tempi più lunghi per gli oneri di urbanizzazione, che potranno essere pagati fino al 30 giugno 2005. Sull'incremento (dal 50 al 100) decidono i Comuni: se però gli enti locali non intervengono l'aumento è del 50 per cento. Anche la Lombardia ha delegato la scelta ai Comuni. Rincaro dal 20 al 50 per il contributo di costruzione, a seconda della tipologia di abuso. La Liguria ha invece deciso di legare gli incrementi (dal 20 al 100) degli oneri di costruzione alla localizzazione delle opere abusive: l'importo massimo scatta per gli interventi realizzati nei Comuni costieri. Scelta originale da parte dell'EmiliaRomagna che, oltre ad aumentare del 10 l'oblazione e a raddoppiare il contributo di costruzione, ha anche previsto che nei casi di nuova costruzione (solo se conformi alle norme urbanistiche) o di aumento del carico urbanistico se, nella zona, mancano parcheggi pertinenziali e opere di urbanizzazione, allora il rilascio del titolo in sanatoria è subordinato anche al pagamento delle somme corrispondenti alla monetizzazione delle aree necessarie alla realizzazione di queste opere. Ordine sparso anche sul campo di applicazione della sanatoria. Dove la severità dei paletti posti dalle autonomie, dipende più dalla posizione geografica, che dal colore politico della maggioranza di Governo. Quasi tutte le Regioni del Centro-Nord hanno infatti fissato vincoli più severi di quelli previsti dalle disposizioni nazionali. Al Sud i limiti statali varranno sia in Sicilia che in Puglia. Con molta probabilità scatteranno però anche in Campania e Calabria nel caso in cui le due Regioni non riescano a varare le leggi sul condono entro il 12 novembre. Ben nove delle 15 autonomie che, fino ad oggi, hanno dettato le regole per l'adesione alla sanatoria (EmiliaRomagna, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Valle D'Aosta, Lombardia, Veneto e le Province autonome di Trento e di Bolzano) hanno vietato di regolarizzare le nuove costruzioni abusive prive del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme e alle prescrizioni urbanistiche. Fra queste ci sono sia Autonomie guidate da Governi di centro-sinistra che di centro-destra. Altre Regioni hanno invece scelto di ridurre le cubature, senza però escludere del tutto le nuove costruzioni. In questo ambito rientrano il Lazio, la Liguria, le Marche e la Sardegna. Il Lazio ha inoltre deciso di «privilegiare» le prime case, per le quali il limite volumetrico condonabile è di 450 metri cubi per singola domanda e 900 complessivi. Tetti più bassi per le seconde case: 300 metri cubi per singola domanda e 600 complessivi. Per gli ampliamenti, invece, il tetto è il 20 della costruzione originaria o, in alternativa, 200 metri cubi. La Liguria ha optato per un tetto di 450 metri cubi per gli ampliamenti. Stesso limite (per singola domanda) anche per le nuove costruzioni, che non devono però superare i 1.500 metri cubi complessivi. Nelle Marche il limite è di 200 metri cubi per nuovi edifici e ampliamenti nel residenziale e di 150 metri quadrati nel caso di edifici nuovi e ampliamenti nel non residenziale. In Sardegna tetto di 250 metri cubi per gli ampliamenti e di 300 per le nuove costruzioni (singola domanda e 1200 complessivi). La legge, varata a febbraio, non è stata modificata dalla nuova giunta regionale, nonostante sia cambiato il colore politico. A varare le norme più restrittive sono state comunque Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Umbria che, oltre a vietare le nuove costruzioni, hanno anche ridotto al minimo gli ampliamenti. In Umbria il tetto massimo è di 30 metri quadrati (45 per la prima casa) e sono esclusi i centri storici. In Toscana la soglia è 100 metri cubi per unità abitativa fino al limite di 200 metri cubi. Soglia di 100 metri cubi anche in Emilia-Romagna e in Friuli-Venezia Giulia (50 nei centri storici).
LA SANATORIA SUGLI IMMOBILI - Condono, le Regioni alzano il prezzo
A pochi giorni dalla scadenza del 12 novembre, 13 leggi locali hanno disciplinato il perdono per gli interventi abusivi. Solo Sicilia e Sardegna non hanno aumentato i costi della regolarizzazione. Le Regioni hanno deciso di delegare il compito di decidere sugli aumenti ai Comuni. Le disposizioni statali permettono di aumentare l'oblazione e gli oneri concessori, ma le Regioni hanno scelto di intervenire in ordine sparso. Le scadenze per il pagamento sono fissate dal 10 dicembre per la prima rata, il 20 per la seconda e il 30 per la terza. Le Regioni hanno previsto particolari esenzioni per i centri che assistono senza fini di lucro le persone disagiate.
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