Si inaugura domani a Bellosguardo, in quella che fu la sua villa sulle colline fiorentine, il primo museo dedicato a Enrico Caruso. Un altro fallimento per Napoli, la città dove il celebre tenore nacque proprio il 25 febbraio del 1873 e dove non ebbe mai successo. Spesso sotto il Vesuvio s' è tentato di organizzare un'iniziativa del genere, senza mai realizzarla. Dagli Stati Uniti era anche arrivato del materiale dal Museo Caruso di New York, ma restò il tempo di una mostra. Altri oggetti finirono nel salotto di una farmacia, invia Duomo. Ora è l'Associazione Caruso di Milano, che fa capo a Luciano Pituello, che ha deciso di donare al comune di Lastra a Signa, dove sorge la villa, tutta la sua preziosa collezione: foto, locandine; oggetti personali di Caruso, insieme a circa cento grammofoni. Tant'è che dalla Toscana s'annuncia con orgoglio l'esposizione di circa quindicimila reperti originali che saranno messi in mostra in otto stanze, al primo piano dell'antico edificio dove Caruso visse con le sorelle Ada e Rita Giachetti e con i figli avuti dalla prima, Rodolfo e Enrico jr. Ci sono cimeli, documenti, foto, arredi, memorie, e naturalmente la voce del grande tenore. Domani, giorno del compleanno di Caruso, prevista una cerimonia, testimoniai Carla Fracci. il vero museo aprirà però il 2 agosto, giorno in cui cadono i novant'anni dalla morte del mitico tenore napoletano. Per realizzarlo sono stati spesi un milione e ottocentomila euro. Il resto della villa ospiterà mostre temporanee e attività culturali e di formazione legate sempre al mondo della musica.