Lastra a Signa: rivive il mito del leggendario tenore Domani l'inaugurazione, ad agosto l'apertura al pubblico I1 25 febbraio del 1873 venne alla luce, a Napoli, Enrico Caruso, uno dei più illustri tenori di tutti i tempi, forse il tenore per antonomasia. Domani, in occasione del 138 anniversario della nascita, la sua villa a Bellosguardo nelle campagne di Lastra a Signa, in provincia di Firenze, diventerà ufficialmente il «Museo Caruso». La cerimonia di inaugurazione si svolgerà a partire dalle ore 17. Dunque, concludendo un percorso intrapreso dal Comune di Lastra a Signa con il sostegno della Regione Toscana, la cinquecentesca nobile dimora è finalmente quasi pronta per far incontrare al visitatore Enrico Caruso, ascoltarne la voce, percorrere le sale del primo piano della sua casa e, insomma, scoprirne la storia anche attraverso strumenti multimediali che saranno sempre più affinati. Il «quasi» è d'obbligo perché l'apertura al pubblico sarà ad agosto, quando sarà completato il restauro della villa. Il museo ha visto un intervento complessivo di 1,8 milioni di euro, di cui circa 1,2 messi a disposizione dalla Regione. Saranno visibili, anche grazie anche alla donazione fatta al Comune di Lastra a Signa della collezione in possesso dell'Associazione milanese «Enrico Caruso», circa 15mila testimonianze originali appartenute a Caruso. Dal letto del tenore, a mobili, grammofoni e costumi di scena appartenuti al tenore, a quadri e statue a lui dedicati, foto familiari, biografie, critiche e programmi teatrali, disegni realizzati da Caruso, fino alla valigia con le iniziali E.C. La Villa di Bellosguardo, di origine cinquecentesca, fu acquistata nel 1906 dal tenore, che vi visse fino quasi alla morte, avvenuta il 2 agosto 1921, a Napoli. Caruso acquistò la villa, che dal 1540 era stata della potente famiglia fiorentina dei Pucci, dopo una passeggiata fatta con l'innamorata Ada Giachetti: il colpo di fulmine avvenne grazie allo straordinario panorama che vi si godeva e al parco ampio, elegante e pieno di statue. Caruso, che aveva accumulato una fortuna oltre che grazie al talento, anche al grande coraggio (il cantante napoletano fu uno dei primi, nel 1902, ad incidere dischi cimentandosi nella nuova tecnologia, fino ad allora snobbata da molti altri cantanti), acquistò il complesso e vi mise a lavorare l'architetto Vittorio Sabatini. Il progetto fu di altissimo livello: i corpi dei due edifici preesistenti vennero resi simmetrici, nei lavori vennero impiegati gli abitanti di Lastra, che poi donarono a Caruso la colonna in pietra in segno di ringraziamento per aver contribuito a risollevare l'economia locale. L'edificio venne restaurato e ingrandito secondo le caratteristiche delle ville toscane: pareti intonacate in maniera semplice, camini e porte in pietra serena. Alla morte del celebre tenore, avvenuta nel 1921, la proprietà passò al figlio Rodolfo e al fratello Giovanni, poi all'ingegner Bianchi. Acquistata dal conte de Micheli, che restituì al giardino il suo aspetto rinascimentale, la villa fu poi ceduta alla famiglia Gucci nel 1990 e infine acquistata dal comune di Lastra a Signa nel 1995. Alla cerimonia di domani parteciperanno, tra gli altri, l'assessore regionale alla cultura, Cristina Scaletti, il sindaco di Lastra a Signa Carlo Nannetti e il suo assessore alla cultura, Marco Capaccioli. «Contiamo - ha detto quest'ultimo - di farcela ad aprire il museo per il 2 agosto, giorno della morte del tenore. E un onore poter aprire la struttura a 90 anni dalla morte di Caruso e in occasione del 150 anni dell'Unità d'Italia».