La scadenza del 12 novembre è ancora lontana nel tempo, ma le Regioni stanno lavorando a pieno ritmo. Intanto, non mancano sorprese, dall'ultima ricostruzione sullo stato dell'arte delle leggi regionali relative al condono edilizio. Tre, in particolare, le novità che vanno segnalate, tra disposizioni effettivamente approvate (o almeno avviate con il disegno di legge) e annunci degli assessori competenti. In primo luogo, una novità che peserà sul numero di adesioni e quindi sul gettito è il dimezzamento degli oneri concessori cui sta mettendo mano la Regione Sicilia: misura decisamente in controtendenza rispetto a quasi tutte le Regioni che, utilizzando la facoltà data dalla legge nazionale, hanno invece disposto o stanno disponendo un raddoppio degli stessi oneri (incassati dai Comuni) rispetto ai valori nazionali. Misura tuttavia assai attesa in Sicilia dove molti avevano lamentato l'eccessiva onerosità del condono edilizio e annunciato la rinuncia a sanare. Comitati informali di abusivisti avevano chiesto, nelle settimane scorse, la possibilità di mutuare l'importo dell'oblazione e, appunto, la riduzione degli oneri concessori. Ora la Regione Sicilia viene incontro alle esigenze del Tesoro, mantenendo fermo il livello dell'oblazione, e scarica l'onere sui Comuni. La seconda novità rilevante arriva da due Regioni del centro-sinistra Campania e Sardegna che, in leggera difformità rispetto ai proclami "ulivisti" delle settimane scorse, consentiranno la sanatoria anche delle nuove costruzioni, sia pure molto parziale o comunque con notevoli limiti rispetto alla legge nazionale. Il limite della Sardegna è volumetrico: 300 metri cubi che varrà per nuove costruzioni e ampliamenti in luogo dei 750 previsti dalla legge nazionale. La Campania vieterà, invece, la sanatoria di tutte le nuove costruzioni realizzate in difformità agli strumenti urbanistici vigenti e delle nuove costruzioni abusive localizzate nei 18 comuni dell'area vesuviana. Limiti assai restrittivi, salvo, forse, nei Comuni privi di Prg o con strumenti urbanistici scaduti. Resta il fatto che la Campania - che era stata la portabandiera delle Regioni dell'Ulivo contro il condono - apre ora uno spiraglio in fatto di sanatoria delle nuove costruzioni. Una terza novità viene dal Molise che unica per ora fra le 19 Regioni e le due Province a statuto speciale apre una falla sulle aree vincolate. La giunta di centro-destra ha infatti intenzione di consentire la sanatoria su un'area che considera però erroneamente inclusa fra quelle vincolate. A conferma, però, che quello delle zone protette e demaniali è un fronte delicatissimo e sempre aperto, anche la Sicilia sta studiando una norma per le costruzioni abusive realizzate sul demanio marittimo, entro i 150 metri dal litorale: con lo slogan «recupero o abbattimento», sembra aprire la strada a un mantenimento di queste costruzioni, anche se non è ancora chiaro l'esito finale. Nel quadro delle legge regionali arrivano però anche tante conferme. Per esempio, la linea assai dura di Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Umbria contro la sanatoria delle nuove costruzioni e l'inserimento di ulteriori vincoli: la riduzione dei limiti volumetrici anche per gli ampliamenti oppure la volontà dichiarata di abbattimento di tutte le nuove costruzioni abusive (Friuli-Venezia Giulia) o ancora l'applicazione del limite della conformità urbanistica anche alla sanatoria per ristrutturazioni e ampliamenti (Emilia-Romagna e Toscana). Fa la sua comparsa, intanto, il concetto di «abusivismo di necessità» nelle dichiarazioni degli assessori di due Regioni governate dal Centro-destra, Lazio e Calabria. Rispetto alla volontà dichiarata da queste Regioni di sanare solo piccoli abusi, anche in questo caso il ricorso al concetto di «abuso di necessità» prelude all'apertura della sanatoria edilizia alle nuove costruzioni, sia pure con limiti più restrittivi di quelli nazionali. L'assessore calabrese, Raffaele Migliorini, dice che «il disegno di legge deve essere ancora discusso dalla giunta e non c'è nulla di certo». E aggiunge: «Il problema dell'abusivismo in Calabria è preoccupante soprattutto adesso in occasione della sanatoria. Ma non si possono criminalizzare gli abusi dovuti a lungaggini burocratiche, o piccoli ampliamenti di bisogno come camerette, mansarde, costruite da gente in difficoltà economica». Teoricamente il Veneto ha invece scelto la linea dura: niente sanatoria per le nuove costruzioni, via libera a «qualche modesto ampliamento», se compatibile con le disposizioni urbanistiche vigenti. Ma il presidente della commissione Urbanistica in Consiglio, Raffaele Bazzoni, ha spiegato che «ci potrebbero essere valutazioni più puntuali a seconda delle diverse costruzioni». Resta qualche margine di ambiguità anche per la Lombardia. Il presidente Formigoni è quello che, in assoluto, è meno intervenuto sul tema che, evidentemente, non ama. L'assessore all'Urbanistica, Alessandro Moneta, ha confermato ora, dopo il varo del Ddl, che «ci si atterrà ai parametri nazionali, con la precisazione che gli oneri concessori saranno incrementati del 30 e che saranno escluse realizzazioni abusive realizzate in zone a vincolo assoluto o in aree a destinazione diversa». Confermano nella sostanza le leggi già varate la Liguria e la Puglia, così come il Piemonte è coerente con gli annunci. Altra questione aperta è quella dell'atteggiamento delle Regioni verso le domande presentate prima della sentenza della Corte costituzionale 1962004 in conformità al decreto legge 2692004. Il Lazio sarà del tutto benevolo nei confronti delle 25mila domande presentate, un numero che non ha riscontro in nessun'altra Regione (con netta prevalenza nella Capitale). Stessa «flessibilità» con le domande antecedenti alla sentenza della Consulta la dichiara l'Abruzzo. Questo significa che per queste domande non varranno gli eventuali limiti più restrittivi che le Regioni porranno, soprattutto in materia di condonabilità dell'immobile. Da segnalare, infine, gli atteggiamenti diametralmente opposti di Piemonte e Marche verso gli immobili abusivi con destinazione diversa da quella abitativa. Il Piemonte escluderà radicalmente qualunque sanatoria degli immobili realizzati dalle imprese, mentre le Marche consentiranno un limite volumetrico di ampliamento addirittura maggiore per le imprese (250 metri cubi) rispetto alle abitazioni (150 metri cubi). 20 agosto 2004
Condono edilizio e Regioni, lo stato dell'arte
Le Regioni stanno lavorando a pieno ritmo per la scadenza del 12 novembre, quando si apre la possibilità di sanare gli abusi edilizi. Tre Regioni, Sicilia, Campania e Sardegna, hanno annunciato novità importanti. La Sicilia ha deciso di dimezzare gli oneri concessori per le costruzioni, mentre la Campania e la Sardegna consentiranno la sanatoria anche delle nuove costruzioni, con limiti più restrittivi rispetto alla legge nazionale. Il Molise ha aperto una falla sulle aree vincolate, consentendo la sanatoria su un'area considerata erroneamente inclusa. La Sicilia sta studiando una norma per le costruzioni abusive realizzate sul demanio marittimo.
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