Perfino il China Daily è scandalizzato per come conserviamo Pompei, il gioiello del nostro patrimonio. "Poco negli anni è stato fatto per fermare il decadimento di questa ricchezza. E molte delle opere gloriose di un tempo, che attraggono ogni anno due milioni e mezzo di turisti, si stanno semplicemente disintegrando.. ha scritto il quotidiano cinese. .Il vero problema è in realtà che i lavori vengono iniziati e mai portati a termine. Manca la visione e l'organizzazione gestionale, qui come altrove... Per questo Pompei sta volgendo verso la distruzione inevitabile. Davanti all'entrata, il Museo delle antichità è chiuso per restauro da ormai trent'anni...". Peggio: da 34. Da quel lontano 1976 in cui nasceva il V governo Moro, Eddy Merckx vinceva la sua 7a Milano-Sanremo, Steve Jobs fondava la Apple e Ike Tina Turner si separavano. Un dettaglio che dice tutto. Non a caso dopo il crollo della Scuola dei gladiatori un po' tutti i giornali stranieri hanno scritto come 1'Independent che "l'inestimabile patrimonio culturale italiano si sta lentamente ma ineluttabilmente disintegrando, e il declino del famoso sito archeologico è una metafora della nazione. (...) Pochi Paesi hanno una maggiore ricchezza di meraviglie culturali e archeologiche dell'Italia, ma gli esperti avvertono che poche nazioni sono altrettanto noncuranti e incoscienti". Il mondo assiste sconcertato alla insipienza con cui trattiamo la nostra unica ricchezza: le città d'arte, i siti archeologici. i musei, le coste, i paesaggi. Un dato dice tutto. Il Colosseo, il Palatino e i Fori imperiali hanno ogni anno la stessa affluenza del Metropolitan Museum: 4 milioni e 700 mila visitatori. Eppure l'incasso globale a Roma è di 35 milioni di euro, a New York di 220. Sei volte di più.
Pompei e non solo. E' il (nuovo) vandalismo, bellezza
Il quotidiano cinese China Daily critica la conservazione di Pompei, descrivendo il sito archeologico come "ricchezza" che sta "lentamente ma ineluttabilmente disintegrando". Il giornale accusa i lavori di restauro di essere iniziati e mai portati a termine, a causa di mancanza di visione e organizzazione gestionale. Il problema è descritto come universale, con altri siti archeologici italiani che subiscono lo stesso destino. Il giornale cita il caso del Colosseo, che riceve la stessa affluenza di visitatori del Metropolitan Museum di New York, ma con un incasso globale molto inferiore. La critica si estende anche a altri siti culturali italiani, come le città d'arte e i paesaggi.
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