Santa Cecilia. Allarme per i tagli al Fus: «Dovremo sciogliere JuniOrchestra e Coro» Bruno Cagli, presidente e sovrintendente dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, non ha dubbi Non posso farmi complice di una vera e propria dismissione culturale, che condanna noi e le altre Fondazioni lirico-sinfoniche a una progressiva paralisi Se non ci saranno segnali precisi, mi presenterò dimissionario al Consiglio d'amministrazione convocato per il 14 marzo. Sul futuro decideranno gli Accademici, ai quali confermerò in assemblea la mia intenzione, ma certamente chi viene eletto dai migliori musicisti italiani non può assumersi il compito di gestire la distruzione e la rovina di un patrimonio culturale che ha oltre quattrocento anni di storia e che tutto il mondo ci invidia Negli ultimi mesi, sia il ministro Sandro Bondi sia altri esponenti del governo avevano fatto promesse precise: riportare il Fondo unico per lo spettacolo almeno ai valori del 2009, un livello minimo di sopravvivenza Questi impegni reiterati sono stati disattesi e il mancato reintegro nel decreto "milleproroghe" ci toglie al momento ogni residua speranza. La prospettiva per Santa Cecilia è di ridurre drasticamente i concerti e gli attuali standard di qualità Inoltre, dovremo chiudere due gioielli come la Bibliomediateca e il Museo degli strumenti musicali, sciogliere la JunioOrchestra e il Coro di voci bianche, che raccolgono quasi seicento fra bambini e adolescenti, sospendere le attività di ricerca e formazione, come il progetto Opera Studio che ha portato già alcuni giovani allievi a debuttare con successo nei teatri italiani» I fondi complessivi per lo spettacolo erano già passati dai 501 milioni del 2002 ai 410 dell'anno scorso, ma per i1 2011 ci saranno solo 258 milioni più 15 destinati dal milleproroghe» a iniziative sporadiche. A Santa Cecilia toccheranno sette milioni di euro, quasi cinque in meno del 2009 e due milioni e 700 mila in meno rispetto all'anno scorso. Nulla arriverà da «voci extra» come quelle che porteranno tre milioni ciascuno alla Scala, all'Arena di Verona, all'Orchestra Verdi di Milano. Un segno di grande affezione viene, invece, dai privati cittadini che hanno donato all'Accademia circa 700 mila euro in un anno, mentre dagli sponsor ufficiali arrivano quattro milioni Si spera di salvaguardare i contributi del Comune, tre milioni, e della Regione, un milione. «Confortati dai pareri legali, siamo pronti anche a opportune azioni di tutela», afferma Cagli, al quale si affiancano nell'analisi Rosario Cupolillo direttore generale, Claudia Brizzi direttore amministrativo, Giuliano Polo direttore del personale, «perché esistono gravi contraddizioni rispetto alla legge Bondi del 28 giugno scorso e alla sua bozza di regolamento, là dove si valutano i requisiti per permettere alle istituzioni virtuose di conseguire l'autonomia: i ricavi non possono essere valutati solo in termini di biglietti staccati ma considerando l'intera gamma dei proventi, tutte le vendite e le prestazioni». Piena solidarietà a Cagli è stata espressa da Giulia Rodano, consigliere regionale dell'Italia dei valori, componente della commissione Cultura e Spettacolo, che denuncia il «bivio morale» degli addetti ai lavori, «obbligati o a tagliare personale e attività, oppure a chiamarsi fuori, come gesto estremo di dissociazione». «Mi auguro», conclude Cagli, «che alle mie scelte corrispondano quelle degli altri presidenti e sovrintendenti e che si possano decidere strategie comuni: l'intero settore della musica sinfonica e operistica è a un punto di non ritorno. Sono in pericolo più di cinquemila posti di lavoro. Presto le modalità della protesta si sposteranno sul piano dell' emergenza sociale. Ma la musica è viva e deve vivere, la prima Unità d'Italia è stata proprio quella creata dalla musica».
Cagli: Tagli al Fus, non sarò complice della rovina
Il presidente e sovrintendente dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Bruno Cagli, ha espresso preoccupazione per i tagli al Fondo unico per lo spettacolo, che potrebbero portare alla chiusura di attività e al riduzione dei concerti. Cagli ha affermato che non può essere complice di una vera e propria dismissione culturale e ha minacciato di dimettersi se non ci saranno segnali precisi. Il Fondo unico per lo spettacolo ha subito tagli significativi, passando dai 501 milioni del 2002 ai 258 milioni del 2011. Santa Cecilia dovrebbe perdere sette milioni di euro, quasi cinque in meno del 2009.
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