«Sono pronto a prendere l'aereo per Parigi, e ricorrere all'Unesco per difendere il territorio contro chi ha evidentemente sposato la causa del cemento e dell'asfalto». Enzo Maiorca torna a fare sentire la sua voce nella guerra per il ritardo sulle varianti al Prg, deliberate all'unanimità dal Consiglio comunale il 21 dicembre scorso e ancora ferme al palo, nonostante la tempistica esitata dall'assise per la trasmissione al Consiglio comunale degli atti, fissi quale termine il 21 marzo. «Questi temporeggiamenti - commenta Maiorca - sono solo il metodo migliore per ottenere i risultati che più si confanno alle cattive intenzioni dei nostri amministratori; d'altro canto, è sufficiente fare una semplice passeggiata in campagna, o a Ognina, per rendersi conto che non c'è più un pezzetto di terra libero. Costruzioni, villette e botteghe, hanno preso il posto di mandorli, ulivi e carrubi, ma per fortuna possiamo sempre ricorrere all'Unesco per fare sentire la ragioni di questa città». La miccia innescata in Consiglio comunale quando il dirigente all'urbanistica, Mauro Calafiore, ha elencato una serie di documeni necessari per l'avvio dell'iter, che risulta rallentato dalle nuove esigenze prospettate, rischia di far esplodere a breve una bomba pure in Procura, come detto dal Pd, e ribadito ieri dal segretario cittadino Paolo Gulino e dal capogruppo consiliare al Vermexio Giancarlo Garozzo. In una nota, i due, che hanno gia inviato una lettera al prefetto, bollano come «scomposta e strumentale» la replica del sindaco alle accuse rivoltegli. «L'obiettivo che ci siamo prefissi - si legge nella nota - è di restituire sovranità al Consiglio comunale che spesse volte ha visto vanificare gli atti di indirizzo votati dall'assise, per ristabilire quell'agibilità democratica che permette un serio confronto tra forze politiche». Dal Pd, inoltre, definiscono «patetica» la difesa addotta dal primo cittadino «per sminuire il significato della sua nota a verbale nella riunione del 28 gennaio con la soprintendenza, con la quale chiede di stralciare dal Piano paesistico il Prg nonostante l'indirizzo del Consiglio comunale. Né serve scaricare sugli uffici la responsabilità, appellandosi alle Legge Bassanini e dimenticando che, la stessa, attribuisce al sindaco l'azione di controllo sugli atti». 24022011