NEGLI ULTIMI mesi la famigerata vicenda della Loggia di Isozaki per l'uscita degli Uffizi ha riacceso un fertile dibattito tra i quotidiani, coinvolgendo numerose e prestigiose personalità del mondo dell'arte e dell'architettura. Da Giuliano Gori, noto collezionista toscano d'arte contemporanea, ad Achille Bonito Oliva, Germano Celant, e architetti del calibro di Peter Eisenman, Jean Nouvel, Kurt W. Foster, Massimiliano Fuxsas, Franco Purini, per finire con Alberto Asor Rosa. Enzo Siciliano e tanti altri. Perfino i più scettici nei confronti dell'architettura contemporanea, come Adolfo Natalini, hanno sostenuto il progetto dell'architetto giapponese Arata Isozaki. Ciò vale a confermare che si tratta di un intervento che non scandalizzerà più nessuno e la sua realizzazione potrebbe, finalmente, dimostrare al mondo intero che Firenze è pronta a iniettare nuova linfa nelle arterie del suo cuore, così come avviene in. molte capitali europee. Per la città di Firenze è dunque arrivato il momento di prendere una scelta seria e finirla con le polemiche che da quasi un decennio appesantiscono le pagine dei quotidiani... Oggi quella "boiata", è divenuta all'indomani della sua costruzione un paradigma per le stazioni ferroviarie in tutta Europa. Senza andare troppo lontano, un'altra polemica si ripropose nei primi anni Sessanta per il grande quartiere di Sorgane, poi dimezzato e ridotto ad un grande quartiere dormitorio. Quella di Sorgane fu una polemica aspra, che vide ancora in campo Michelucci affiancato dai suoi brillanti allievi Leonardo Ricci e Leonardo Savioli, e coinvolse i più noti urbanisti italiani. E si potrebbe continuare fino ai nostri giorni con le retromarce e il poco coraggio che da circa un ventennio ingarbugliano la vicenda di Novoli, di cui, per fortuna, si è almeno deciso di salvare il palazzo di Giustizia di Leonardo Ricci, attualmente in cantiere, che rappresenterà l'unico vero gesto creativo nella periferia fiorentina. Cosa fare allora con gli Uffizi a fronte di una storia punteggiata da scatti e continui ripensamenti? Il progetto di Isozaki non è certo un progetto coraggioso, malgrado le controversie e gli insulti ricevuti. Anzi, è evidente che la ricerca sperimentale che sostanzia i progetti dell'architetto giapponese in ogni parte del mondo, sia slata annacquata dalla sensibilità di operare in un contesto urbano carico e denso di storia. Ma si tratta di un progetto che non disturba, ai limiti dell'anonimato e dell'azzeramento linguistico. Un progetto che risponde alle esigenze concrete di un grande museo, senza abbandonarsi alla spettacolarizzazione che oggi rende i musei d'arte solo musei dei loro autori. Costruire la Loggia di Isozaki significa dare nuova linfa al nostro patrimonio architettonico. E Firenze, più di ogni altra città italiana, ne sente il bisogno. rappresentante degli studenti Facoltà di Architettura
Firenze ha bisogno del progetto Isozaki
La vicenda della Loggia di Isozaki per l'uscita degli Uffizi ha suscitato un dibattito tra i quotidiani e le personalità del mondo dell'arte e dell'architettura. Giuliano Gori, Achille Bonito Oliva, Germano Celant e altri hanno sostenuto il progetto dell'architetto giapponese Arata Isozaki. Anche i più scettici hanno espresso il loro sostegno al progetto. La costruzione della Loggia di Isozaki potrebbe dimostrare che Firenze è pronta a iniettare nuova linfa nelle arterie del suo cuore. La polemica sulla stazione ferroviaria di Sorgane e il quartiere dormitorio sono state simili a questa.
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