Negli ultimi tempi si sono addensate sul futuro di Brindisi nubi nere cariche del rischio che possa esaurirsi la spinta della politica innovativa degli enti locali che aveva cercato di chiudere un recente passato segnato dal sottosviluppo con conseguenze negative sulloccupazione e da sistematiche offese ai diritti fondamentali dei cittadini. La "città dacqua" del Comune, lo "sviluppo sostenibile" dellAmministrazione provinciale e la "Puglia migliore" della Regione Puglia, progetti diversi ma accomunati da un convergente intento di cambiamento, avevano acceso la speranza di liberare Brindisi dalla condanna ad un destino di terra di conquista da parte di poteri forti per farne la "capitale energetica" del Paese con enormi costi ambientali, sociali e umani. Diamo allora uno sguardo a queste nubi minacciose a partire dallannunciata bozza di intesa dellEnel con i vertici delle Amministrazioni locali e della Regione Puglia accreditata come sostanzialmente definitiva dal Presidente Ferrarese e ritoccata solo marginalmente dal Consiglio provinciale. Un documento che elude ogni serio impegno della società elettrica di ridurre in maniera consistente e controllabile lutilizzo del carbone nella centrale di Cerano. Abbiamo poi dovuto assistere ad una vera e propria "invasione barbarica" degli impianti di energia rinnovabile e specialmente di quelli fotovoltaici con la diffusione per questi ultimi di dati allarmanti sui progetti già autorizzati e in attesa di autorizzazione. Un proliferare di iniziative destinate ad arrecare grave danno allagricoltura e al paesaggio. Una situazione esposta, secondo le dichiarazioni del Presidente Ferrarese e del Presidente della Commissione Antimafia Pisanu, al rischio di manovre fraudolente rivolte a eludere le procedure autorizzative e al pericolo di infiltrazioni malavitose. E ancora: la perdurante minaccia del rigassificatore con la società progettatrice impegnata a utilizzare lambiguo parere positivo della Commissione ministeriale Via che ha finito per convertire i gravi fattori di rischio riscontrati, tali da comportare un responso negativo, in un parere di compatibilità disseminato da numerose prescrizioni. Un quadro preoccupante confermato dal documento di Scoping del nuovo Piano Urbanistico Generale di Brindisi che presenta uno scenario non certo rassicurante delle condizioni del nostro territorio. Basti qui ricordare lannotazione del documento che così si esprime: "considerato il numero degli abitanti e lestensione del territorio, Brindisi si viene a configurare, in ambito europeo, come un sito di produzione energetica a più alta concentrazione di inquinamento ambientale e di asservimento del territorio". Il documento ricorda poi che la produzione totale di energia elettrica in Puglia nel 2008 è stata pari al 12,3 del risultato nazionale e che nel territorio del Comune di Brindisi sono installate centrali per una potenza complessiva di 5.000Mw pari al 70 della produzione complessiva su scala regionale. magistrato
BRINDISI - affare energia e gli alti costi della società
Il Comune di Brindisi si trova ad affrontare una serie di sfide legate al futuro della sua economia e ambiente. La città è stata promossa come "capitale energetica" del Paese, ma questo obiettivo è stato criticato per i suoi costi ambientali, sociali e umani. L'annuncio di una bozza di intesa tra l'Enel e le Amministrazioni locali e della Regione Puglia ha sollevato preoccupazioni, in quanto eluderà ogni impegno significativo per ridurre l'utilizzo del carbone nella centrale di Cerano.
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