Il grido di allarme del Fai "Condono, sconfitta per tutti" Rischio abbattimento per 60 mila case. Il centrodestra chiede un nuovo decreto La misura sugli abusi era stata bocciata da Napolitano e da Tremonti "Napoli è la massima espressione quando si parla di beni culturali" I parlamentari del Pdl campano hanno tentato fino allultimo ieri di salvare lo stop agli abbattimenti. Tremonti aveva rivelato che era fra le misure che avevano provocato la bocciatura di Giorgio Napolitano al decreto Milleproroghe. Andava dunque tolta di mezzo. Ma le pressioni dei parlamentari campani del Pdl, guidati da Nicola Cosentino, avevano quasi convinto il governo al ripescaggio, con una sola modifica: far salve le sentenze già passate in giudicato, circa il 20 per cento delle 60 mila cause a rischio abbattimento. A sera però da Palazzo Chigi sono arrivate le voci secondo cui Tremonti aveva tagliato di netto la materia. Ne è nata una mezza rivolta. I senatori del Pdl esprimevano «profonda amarezza e forte disappunto» e hanno fatto presente che la disposizione tagliata «era pressoché identica a quella contenuta nel decreto legge 622010 controfirmato dal Presidente della Repubblica e approvato dal Senato». I deputati Vincenzo DAnna e Antonio Milo davano quasi appuntamento fuori al governo: «Domani (oggi per chi legge, ndr) lo impegneremo in aula ad adottare apposite misure». Una richiesta di un altro decreto ad hoc. Il testo del maxiemendamento su cui Berlusconi chiederà la fiducia arriverà in aula stamattina. Ma i 60 mila abbattimenti si confermano una scomoda carta didentità con la quale la Campania si presenta regolarmente in Parlamento. Ci si provò già un anno fa, la cosa venne bocciata in finanziaria. Ma il terrore delle ruspe, il senatore Carlo Sarro, ha riproposto lemendamento di recente nel Milleproroghe. Si prevedeva la sospensione in Campania fino alla fine dellanno delle demolizioni già disposte con sentenza penale. La cosa riguardava solo prime case e case occupate da soggetti privi di altra risorsa abitativa, ma si salvavano anche abusi in aree a vincolo. Lo scopo esplicito era di attendere la revisione dei piani paesistici e dei relativi. Il che alimenta ancor più le preoccupazioni di ambientalisti e di quanti ritengono che si tratti di un nuovo condono di fatto. Giulia Maria Crespi, presidente del Fai che sabato si riunisce a Napoli, ha chiamato in causa il presidente della Regione: «Non posso credere che Stefano Caldoro porti avanti questa operazione». Caldoro non commenta, ma pare che sia stato colpito soprattutto da quel «porta avanti». Cosa che lui ritiene di non aver mai fatto perché nulla del genere è mai uscito dalla sua amministrazione. Piuttosto, ha ricordato ieri ai suoi collaboratori, si è sempre trattato di opera dei parlamentari Pdl. Gli stessi che ieri, stretti intorno al coordinatore regionale Nicola Cosentino, hanno discusso molto di come salvare il salvabile. «Se la norma antiruspe restasse lì - diceva ancora nel pomeriggio il pd Ermete Realacci - sarebbe una profonda ferita, un altro colpo alla legalità». Il Wwf ne segnalava la incostituzionalità sia perché agisce su sentenze penali sia perché stabilisce un diverso trattamento fra cittadini campani e del resto dItalia. Un clamore che non convince lassessore regionale Marcello Taglialatela: «Mi stupirebbe la bocciatura. Tra laltro, mi pare che Napolitano se la sia presa soprattutto con provvedimenti che delineavano una seconda finanziaria, ma qui di finanziario non cè nulla. Siamo solo di fronte a prime case. E a un possibile paradosso: demolire oggi quello che fra breve potrebbe essere consentito dal nuovo piano casa regionale». Le domus pompeiane potrebbero essere salvate con ladozione a distanza? «Ogni imprenditore adotti una casa, sarebbe un bel segnale», è questa lultima richiesta di Diego Della Valle, ma linvito non è stato accolto con salti di gioia, anzi ha generato perplessità perché gli imprenditori napoletani, ai quali è rivolto lappello, si rendono ben conto delle difficoltà che comporterebbe. Il presidente degli industriali, Paolo Graziano, ha risposto obiettando che il rilancio di Pompei può avvenire solo con il concorso di un piano gestionale di grande respiro - al quale si sta lavorando - che preveda i restauri delle domus e lavvio di una strategia capace di attirare più turisti. E, su questa linea, lUnione ha ricevuto il conforto del presidente Napolitano e della Regione. «Abbiamo aperto un tavolo di confronto - ha detto Graziano - e saremmo felici se vi partecipasse anche Della Valle. Per questo motivo gli abbiamo parlato e lo abbiamo invitato». Ma non si è visto. Questo Graziano non lo ha detto ma è come se lo avesse fatto. Si parte da un dato drammatico: Pompei non genera ricchezza per il territorio e questo è assurdo perché ha un bacino potenziale di 8 milioni di visitatori ogni anno. Ma ne arrivano molti di meno per le tremende difficoltà di accesso al sito. Per questo si lavora ad un modello di gestione in sintonia con le istituzioni - laltro ieri a palazzo Partanna la visita di Salvo Nastasi in rappresentanza del Mibac - ma anche allipotesi di incrementare il flusso di turisti via mare. «Accogliamo ogni proposta che possa generale una ricaduta positiva per Pompei e tutti gli altri siti archeologici vesuviani», ha concluso Graziano, «e per questo motivo continueremo ad invitare Della Valle». Il convegno nazionale del Fondo per lambiente italiano (Fai) si terrà da domani fino a domenica a Città della Scienza. «Non a caso questanno abbiamo scelto Napoli, una città con una identità spettacolosa e drammatica e con un patrimonio infinito e martoriato. Una scelta ancora più forte alla luce del nuovo decreto "Milleproroghe" che potrebbe annullare le demolizioni delle costruzioni abusive in una delle regioni più belle e devastate dItalia», aggiunge la presidente del Fai, Ilaria Borletti Buitoni. «Da anni il Fai lotta contro labusivismo. Questo condono sarebbe una sconfitta per tutti - interviene dura anche Maria Rosaria De Divitiis, presidente Fai Campania - perché così si incentiva lillegalità». Lintervento della Crespi, che attacca Caldoro e chiede di fermare questo «condono mascherato», sarà distribuito ai 500 delegati Fai e a tutti i cittadini che parteciperanno al convegno, il cui titolo è «Sotto la cenere: ruolo e storie di un paese che resiste». «Napoli è la massima espressione di tutte le contraddizioni del nostro paese quando si parla di beni ambientali e culturali - continua Ilaria Borletti Buitoni - ed è da qui che vogliamo lanciare il nostro grido allItalia che vuole alzare la testa e ribellarsi. Lo scatto di volontà deve partire dal basso. Anche tutta la parte su Pompei, per esempio, è stata stralciata dal decreto "Milleproroghe". E Pompei è proprio il simbolo di quello che sta accadendo ai beni culturali. Noi italiani siamo ammalati di una illusione: ormai assistiamo a qualsiasi scempio ritenendo che reagire non serva. Ma se le istituzioni non fanno niente o fanno male, sono gli italiani, i campani, i pompeiani che devono dare il via alla rivolta. La domanda è: perché la distruzione del patrimonio culturale non fa più effetto? Perché labusivismo rischia di diventare legale?». Al convegno del Fai parteciperà anche il procuratore aggiunto Aldo De Chiara: «Un provvedimento che blocca le demolizioni degli edifici abusivi in Campania, ove fosse approvato dal Parlamento, non va certo nella direzione di una tutela del territorio. Così operando alla fine si rafforza il convincimento di molti per i quali è bene rischiare, violando le leggi, perché prima o poi, tra condoni o altro, si può trovare una scappatoia alle regole». Ma De Chiara non è così sicuro che lo stop alle demolizioni passerà in Parlamento: «Dopo il monito di Napolitano non è sicurissimo che questa sospensione diventi legge». E comunque il procuratore aggiunto chiarisce: «Il testo che è stato reso noto prevede un esplicito riferimento alle sentenze della Corte costituzionale relative alle leggi varate durante la presidenza Bassolino, cioè bloccherebbe le demolizioni degli immobili costruiti entro il 31 marzo 2003. Noi, per ora, stiamo lavorando su quelli costruiti successivamente». Il convegno del Fai si svolgerà in tre giorni, con la giornata di sabato (a Città della Scienza, dalle 9 alle 13) aperta al pubblico. Previste visite anche alle Catacombe di San Gennaro e (domenica) allAccademia delle Belle Arti, al Pio Monte della Misericordia e a San Gregorio Armeno. (cri. z.)