(carlo franco) LE DOMUS pompeiane potrebbero essere salvate con l'adozione a distanza? «Ogni imprenditore adotti una casa, sarebbe un bel segnale», è questa l'ultima richiesta di Diego Della Valle, ma l'invito non è stato accolto con salti di gioia, anzi ha generato perplessità perché gli imprenditori napoletani, ai quali è rivolto l'appello, si rendono ben conto delle difficoltà che comporterebbe. Il presidente degli industriali, Paolo Graziano, ha risposto obiettando che il rilancio di Pompei può avvenire solo con il concorso di un piano gestionale di grande respiro - al quale si sta lavorando - che preveda i restauri delle domus e l'avvio di una strategia capace di attirare più turisti. E, su questa linea, l'Unione ha ricevuto il conforto del presidente Napolitano e della Regione. «Abbiamo aperto un tavolo di confronto ha detto Graziano - e saremmo felici se vi partecipasse anche Della Valle. Per questo motivo gli abbiamo parlato e lo abbiamo invitato». Ma non si è visto. Questo Graziano non lo ha detto ma è come se lo avesse fatto. Si parte da un dato drammatico: Pompei non genera ricchezza per il territorio e questo è assurdo perché ha un bacino potenziale di 8 milioni di visitatori ogni anno. Ma ne arrivano molti di meno per le tremende difficoltà di accesso al sito. Per questo si lavora ad un modello di gestione in sintonia con le istituzioni - l'altro ieri a palazzo Partanna la visita di Salvo Nastasi in rappresentanza del Mibac - ma anche all'ipotesi di incrementare il flusso di turisti via mare. «Accogliamo ogni proposta che possa generale una ricaduta positiva per Pompei e tutti gli altri siti archeologici vesuviani», ha concluso Graziano, «e per questo motivo continueremo ad invitare Della Valle».