NEGLI ultimi giorni la stampa ha riferito della presentazione del Piano di gestione relativo al Programma di interventi Centro storico-Unesco, approvato dalla giunta comunale che ha adempiuto alla sua redazione entro il termine di febbraio, come richiesto dallo stesso Unesco. I resoconti sono stati improntati da un rassicurante ottimismo e si è parlato di una intesa raggiunta tra l'amministrazione comunale di Napoli e la giunta regionale della Campania, anche in vista del Forum delle culture, circa gli interventi nel centro storico utilizzandoi 220 milioni già da tempo a disposizione, a cui si aggiungerebbero altri fondi (Poin e Pin Europa). Questo quadro tranquillizzante è stato incrinato dalle perplessità infine avanzate da Carlo Franco ("Repubblica" 19-2-2011) per quanto concerne il concreto inizio di un nuovo programma di interventi. In realtà ci troviamo di fronte a una vera e propria mistificazione politica, ed è opportuno che l'opinione pubblica ne sia consapevole. Esisteva il Programma integrato urbano "Centro storico di Napoli - Patrimonio Unesco", che prevedeva numerosi interventi di restauro avvalendosi dei predetti fondi in maggior parte europei per 220 milioni. Il Comune (assessori Oddati e Belfiore) aveva già predisposto progetti condivisi e cantierabili per 36 milioni (restauri del Teatro romano cosiddetto di Nerone, del Museo Filangieri, degli Educandati femminili ai Vergini, del Centro per l'accoglienza per gli anziani ai Cristallini, Albergo dei Poveri, quest'ultimo a rischio di crollo), e l'immediata apertura di tali cantieri era importante anche ai fini occupazionali. Ho detto "esisteva" perché il predetto intero programma è stato revocato con la delibera 35 della giunta Caldoro del 28 gennaio 2011, di cui nessuno parla, ma che è in possesso di Italia Nostra. Tale delibera sancisce che il "Programma Centro storico - Unesco", già sospeso da Caldoro con precedente delibera 533 del 2-7-2010, è ora definitivamente revocato. La giunta regionale, pur confermando le finalità del "Piano integrato di sviluppo urbano del centro storico di Napoli- sito Unesco", ha "rinviato a successivi atti l'approvazione di un nuovo programma di interventi ... in linea con il Piano Sud" del governo. Si dovrà poi attendere un apposito decreto del presidente della giunta regionale che istituirà un comitato tecnico, da lui presieduto, che procederà alla predisposizione di un nuovo programma di interventi nel centro storico - Unesco. Unica nota positiva: la partecipazione al predetto comitato è a titolo gratuito, per cui si prevede la latitanza di quegli architetti che hanno usufruito di 110.000 euro per un Piano di gestione del centro storico, alternativo a quello del Comune, commissionato dall'ex presidente degli industriali, Lettieri. Al riguardo però ci attendiamo l'attenzione del presidente della Corte dei conti di Napoli, in quanto si tratta di fondi pubblici (Camera di commercio) erogati all'ente privato Unione industriali. Cosa aggiungere. È evidente la manovra politica ai danni del patrimonio storico-artistico di Napoli. Per quanto concerne i fondi per 220 milioni, restano destinati al centro storico perché Caldoro si è convinto che il loro storno per la parziale copertura del deficit della sanità avrebbe comportato la revoca da parte dell'Ue. Tuttavia tutto deve slittare perché i cantieri non vanno aperti prima delle elezioni amministrative. Di fronte a tale situazione siamo costretti a diffidare formalmente il presidente Caldoro perché ricadrebbe nella sua responsabilità il possibile e paventato crollo di parte della facciata dell'Albergo dei Poveri: esiste una certificazione tecnica comunale che richiede i lavori di somma urgenza calcolati in 20 milioni. E tale stanziamento rientra nella delibera revocata dalla giunta Caldoro.
NAPOLI - Corte dei conti intervenga sui fondi al centro storico
Riassunto in 200 parole:
La giunta comunale di Napoli ha presentato il Piano di gestione relativo al Programma di interventi Centro storico-Unesco, approvato dalla giunta regionale. Il piano prevede l'utilizzo di fondi europei per 220 milioni. Tuttavia, la presentazione del piano è stata criticata da Carlo Franco ("Repubblica" 19-2-2011) per la mancanza di concreto inizio di interventi. In realtà, il Programma integrato urbano "Centro storico di Napoli - Patrimonio Unesco" è stato revocato con la delibera 35 della giunta Caldoro del 28 gennaio 2011.
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