SANTA MARGHERITA - E' un concentrato di potere politico finanziario quello che sta dentro la cordata imprenditoriale che, ieri mattina, ha ufficialmente presentato il progetto per il porto di Santa Margherita. Il progetto prevede il prolungamento dei due moli e il recupero dell' area in abbandono degli ex cantieri Spertini, destinati a diventare un lussuoso centro di talassoterapia. Se l' uomo immagine di Santa Benessere Una serie di pesi massimi per un' operazione da 70 milioni di euro che si articola su due fronti. Il recupero dell' area Spertini attraverso un centro di talassoterapia per una stima di 30 mila presenze annue, 190 nuovi posti di lavoro e una ricaduta di 30 milioni di euro. E su questo versante nessun problema: l' idea proposta dal pool tecnico guidato dall' ingegner Maurizio Gnudi (sua la Marina dell' aeroporto di Sestri) convince tutti e piace pure ai rigorosi soci del Fai, Fondo Ambiente Italia. Il fatto è che la talassoterapia garantirebbe il rientro dell' investimento solo dopo alcuni anni di attività, ma, invece,i finanziatori vogliono ammortizzare in tempi assai più brevi. Ecco perché senza porto il centro benessere non vedrà la luce. COME E' OGGI E COME SARÀ Nella foto sopra il porto come è oggi, con l' apertura ampia da "porto rifugio"; in quella di sotto la simulazione del progetto presentato dalla società Santa Benessere con il prolungamento dei moli e l' effetto "marina". E sulla seconda parte del progetto i veti non sono pochi. Ad esempio gli ambientalisti e la soprintendenza. L' idea è quella di chiudere ulteriormente il golfo per renderlo più sicuro e confortevole. Non che ora non sia sicuro, anzi, ma Bandera e Gnudi spiegano che gli standard si possono alzare per garantire così lo stazionamento per tutto l' anno anche di maxiyacht da 50 metri. Preso atto dello sforzo e della qualità progettuale, il prolungamento dei due moli - la diga foranea e di sottoflutto - presentato ieri ricalca, però, molto da vicino il progetto che 4 anni fa provocò una forte reazione che ne bloccò la realizzazione. In prima fila c' erano personaggi come Renzo Piano e Piero Ottone che difendevano proprio, in quanto valore intrinseco del luogo, quella conformazione di "porto rifugio" che ieri è stata ricordata anche, ma come una sorta di handicap, da Bandera e Gnudi. Ecco, alla fine è questione di scuole di pensiero: Renzo Piano chiede che la baia mantenga le sue peculiarità per non «assomigliare ad una qualsiasi marina»; mentre quelli di Santa Benessere è proprio l' idea di "marina", seppur sofisticata, che propagandano. E non è la prima volta che Piano e Bandera si trovano su fronti contrapposti. Accadde esattamente sei anni fa, a Genova, per il progetto di un nuovo porticciolo alla Foce presentato da Bandera. Piano, che andava in quel periodo ridisegnando l' intero profilo costiero del capoluogo, lo bollò in questi termini: «Un porticciolo di quelli che hanno impestato l' Italia. Con il mio Affresco si fermerebbero speculazioni del genere». Chissà se è arrivata l' ora del secondo roundo se invece Renzo Piano approverà questo nuovo tentativo.