I GAS di scarico stanno uccidendo Eraclio, il colosso di Barletta. E così presto al posto del monumento simbolo della città potrebbe spuntare una copia, mentre l' originale sarebbe conservato in un museo. L' ipotesi è stata avanzata nelle scorse settimane dal rettore dell' Università di Foggia, l' archeologo Giuliano Volpe, chiamato dall' amministrazione per un parere sull' allestimento del nuovo polo museale. «La situazione del bronzo non è eccezionale, anzi diciamo anche che è molto precaria - spiega Volpe - Anche perché Eraclio è una delle pochissime statue originali che si trovano ancora all' aperto, esposte alle intemperie e dunque e soprattutto allo smog. Al Campidoglio non a caso si è deciso di mettere all' interno la statua con Marco Aurelio, esponendo una copia all' esterno». Eraclio è però in assoluto il simbolo della città. E anche per questo l' amministrazione (tra l' altro è appena cominciata la campagna elettorale, il periodo non è dei migliori) sta andando con i piedi di piombo prima di prendere ogni decisione. Per salvare la statua si è comunque già mossa la direzione regionale per i beni culturali: la Soprintendenza ha predisposto una perizia per valutare precisamente lo stato del bronzo e a breve è previsto l' apertura di un nuovo cantiere per il restauro. Una delle idee è appunto quella di trasportare la statua in un locale chiuso, magari nel nuovo polo museale che l' amministrazione comunale vorrebbe realizzare all' interno del Castello svevo o in un' altra struttura da individuare. Contemporaneamente si realizzerebbe un' esatta copia della statua da esporre all' esterno, in corso Vittorio Emanuele nel centro della città. La statua è alta quattro metri e mezzo e davanti alla basilica del Sepolcro. Realizzata dai bizantini (forse a Ravenna da Valentiniano III nel 439) rappresenta probabilmente l' imperatore Tedodosio II. Sulla provenienza della statua ci sono una serie di versioni. La tradizione racconta che la statua sia stata abbandonata da una nave crociata in difficoltà. Ma gli storici prendono per buona la versione data nel 1279 dal frate Tommaso da Pavia (anche perché non sono mai stati riscontrati segni della permanenza in mare). Tommaso raccontava chea cavallo tra il 1231-1232 fu scoperta durante degli scavi effettuati dall' imperatore Federico II di Sveviaa Ravenna, «una statua colossale». Le uniche notizie documentate risalgono invece al 1309. Fu allora che i frati domenicani di Manfredonia si fecero autorizzare da Carlo II d' Angiò ad "amputare" e poi a fondare braccia e gambe della statua per realizzare le campane della loro chiesa. A metà del ' 400 però la città protesto e così, dopo una raccolta fondi da parte dei cittadini, lo scultore napoletano Fabio Alfano realizzò gli arti in maniera molto diversa rispetta all' originale. In quell' occasione il colosso venne posizionato nella sua attuale collocazione sotto il Sedile del Popolo, una loggia edificata sulla parete orientale della basilica del Santo Sepolcro e abbattuta nel 1925. È da allora che la statua resiste. Poi sono arrivate le auto, lo smog, e il gigante rischia di trovarsi con i piedi di argilla.
PUGLIA - Barletta, la statua di Eraclio in rovina 'E' tutta colpa dei gas di scarico'
Il bronzo di Eraclio, il simbolo di Barletta, è in pericolo a causa dello smog e dell' inquinamento. La statua, alta 4,5 metri, è stata esposta all' aperto per secoli e non è stata restaurata da tempo. L' amministrazione comunale sta valutando la possibilità di trasferirla in un museo per proteggerla. La Soprintendenza regionale ha già predisposto una perizia per valutare lo stato del bronzo. Si è anche considerata l' idea di realizzare una copia della statua da esporre all' esterno, in corso Vittorio Emanuele. La statua è stata realizzata dai bizantini nel 439 e rappresenta probabilmente l' imperatore Tedodosio II.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo