Previsti vantaggi fiscali e di immagine 25 milioni L'investimento. E' la cifra messa sul piatto da Diego della Valle per restaurare il Colosseo Il pagamento. Gli importi saranno versati a rate: l'entità sarà determinata dagli stati di avanzamento dei lavori Il mecenatismo paga. Non solo in termini di immagine, ma anche dal punto di vista fiscale, dato che i contributi alla cultura hanno poi ricadute vantaggiose sulla dichiarazione dei redditi di chi. li effettua. Eppure questo non basta. Gli aiuti all'arte non conoscono grandi fortune. Per esempio, le erogazioni liberali, che pure consentono la deduzione totale dal reddito d'impresa delle somme versate, anche nel 2010 hanno subito - secondo i primi riscontri - un'ulteriore battuta d'arresto rispetto al 2009, che già aveva registrato una raccolta complessiva al disotto dei 30 milioni di euro (294). Al tempo stesso, però, il modello di restauro del Colosseo - con il patron della Tod's, Diego Della Valle, che ha siglato un protocollo con il ministero dei Beni culturali per mettere a disposizione 25 milioni di euro - può funzionare da traino e rivitalizzare la voglia di mecenatismo. La strada individuata per gli interventi sull'anfiteatro Flavio è quella della sponsorizzazione, regolata dall'articolo 120 del codice dei beni culturali (Dlgs 422004). Non si è trattato - fanno sapere dalla Tod's - di una scelta, ma ci si è attenuti alle indicazioni del bando messo a punto dal ministero. E aggiungono che per il momento non hanno preso in considerazione i vantaggi fiscali dell'operazione. Più semplicemente - sottolineano - si è voluto dare un contributo per rimettere in sesto uno dei simboli dell'Italia nel mondo, come Della Valle ricorderà nel corso dell'intervento che terrà oggi agli stati generali della città di Roma proprio sul tema dell'impegno degli imprenditori nella salvaguardia del patrimonio culturale della capitale. Al di là di questo, però, il gesto procurerà anche benefici all'imprenditore marchigiano, sia in termini di immagine sia dal punto di vista fiscale. L'articolo 120 del codice dei beni culturali, infatti, prevede espressamente che la sponsorizzazione ha «lo scopo di promuovere il nome, il marchio, l'immagine, l'attività o il prodotto dell'attività del soggetto erogante». E prosegue: la promozione «avviene attraverso l'associazione del nome, del marchio dell'immagine, dell'attività o del prodotto dell'iniziativa oggetto del contributo, in forme compatibili con il carattere artistico o storico, l'aspetto e il decoro del bene culturale da tutelare o valorizzare, da stabilirsi con il contratto di sponsorizzazione». Nel caso del Colosseo, il protocollo prevede che l'imprenditore potrà - direttamente o attraverso l'istituzione di una fondazione senza fini di lucro denominata "Amici del Colosseo" promuovere e pubblicizzare i lavori di restauro dell'anfiteatro a livello nazionale e internazionale. Per esempio, si potranno installare pannelli alti non più di due metri sul basamento del monumento, così da non oscurarne la vista. La filosofia dell'intervento vuole, infatti, che l'anfiteatro continui a essere visibile (e visitabile) anche durante i lavori di restauro. Della Valle potrà, inoltre utilizzare la dizione "Sponsor unico per i lavori di restauro del Colosseo" in abbinamento ai propri marchi e potrà usare la documentazione illustrativa del restauro "sia all'interno dei propri spazi sia nel sito internet. Non solo pubblicità. Dal punto di vista fiscale, infatti, la sponsorizzazione consente di portare in deduzione le somme versate e si può strutturare l'accordo perché i pagamenti avvengano in diversi momenti. Così è stato fatto nel caso del restauro del Colosseo: gli importi saranno versati a rate e l'entità di ciascuna rata sarà determinata dagli stati di avanzamento dei lavori SOTTO LA LENTE 15 anni La durata Quella dell'associazione senza fini di lucro che Della Valle potrà eventualmenten costituire per associare il marchio Tod's al restauro 94 milioni. Le erogazioni Il totale di erogazioni liberali alla cultura e allo spettacolo raccolte nel 2009 in Italia. Nel 2010 la cifra è in calo