La cultura Il critico d'arte ed il giurista nel cda presieduto dalla Miraglia Si decide subito sul caso Cicelyn Pietro Treccagnoli A Santa Lucia ci stanno dando dentro. Il caso Madre, nelle intenzioni della Giunta regionale, deve essere subito chiuso e archiviato. Ne hanno fatto un punto d'onore, dopo mesi e mesi di polemiche e sciabolate. Così ieri in Regione è stato definito il nuovo CdA della Fondazione che sostituisce quello dimissionario. Al posto di Oberdan Forlenza, Achille Bonito Oliva ed Enrico Santangelo arrivano l'assessore regionale Caterina Miraglia (come è noto, con la carica di presidente), il critico d'arte franco-ungherese Lorand Hegyi e il giurista Natalino Irti. Toccherà a loro tre varare il nuovo Statuto (che prevede anche l'allargamento, con l'ingresso di rappresentanti di altre istituzioni e dei privati) destinato a dare il benservito a Eduardo Cicelyn e che dovrà designare il nuovo direttore del museo di arte contemporanea di Donnaregina. Il metodo annunciato è quello di un concorso internazionale per definire una rosa di candidati tra i quali sarà scelto l'uomo del nuovo corso della amministrazione di Stefano Caldoro. Dopo la formalizzazione delle dimissioni del terzetto bassoliniano, la scelta dei successori è stata rapida, ma solo ieri mattina si è venuti a capo sul nome del giurista. Tra Pietro Rescigno, Giuseppe Guarino e Irti, è stato prescelto quest'ultimo, al quale la decisione è stata comunicata proprio in mattinata. Il nome di Hegyi circolava da tempo. È stato a capo di diversi musei, ma soprattutto è stato il primo direttore del Pan di via dei Mille, che purtroppo non è mai decollato anche perché tenuto a stecchetto dalle istituzioni pubbliche. Irti, 75 anni, docente e avvocato, è un'autorità in materia giuridica. Ha insegnato per decenni alla Sapienza, accademico dei Lincei, è presidente dell'Istituto Italiano per gli Studi Storici, fondato da Benedetto Croce. La vicenda Madre, però, non è per niente chiusa. Questa settimana sarà decisiva. Al museo sono stati dimezzati i fondi. E quando il 21 marzo terminerà l'unica mostra ancora in corso («'O vero»), in pratica le attività saranno ferme. E sul nuovo consiglio è sospesa la spada di Damocle del ritiro delle opere donate al museo di via Settembrini da artisti del calibro di Francesco Clemente, Minimo Paladino e Domenico Bianchi. Intanto, s'è innescata la polemica politica. Gennaro Migliore e Arturo Scotto, rispettivamente coordinatore nazionale e regionale di Sinistra Ecologia e Libertà definiscono «la decapitazione del vertice del Madre» come «l'ennesima prova del vandalismo istituzionale della giunta Caldoro». E aggiungono: «L'idea di colpire sistematicamente tutti gli istituti culturali è un contributo al declino della città: è ora di ribellarsi». Alla Miraglia e a Caldoro arriva il sostegno di Luciano Schifone, consigliere regionale del Pdl. «Morto il Re, viva il Re» scrive in una nota e attacca chi vuole «lasciare tutto così com'è, perché è l'unico modo per continuare a portare avanti una politica culturale autoreferenziale, dispendiosa, indifferente alle sollecitazioni esterne e irresponsabile sotto il profilo contabile».
NAPOLI - Rivoluzione Madre, Hegyi e Irti nella squadra della Fondazione.
La Fondazione Madre, istituzione culturale, ha deciso di sostituire il CdA dimissionario con un nuovo trio composto da Caterina Miraglia, Lorand Hegyi e Natalino Irti. Il nuovo Statuto prevede l'allargamento del consiglio e la nomina di un nuovo direttore del museo di arte contemporanea. Il metodo di selezione è previsto un concorso internazionale. La scelta del giurista Natalino Irti è stata comunicata in mattinata. La vicenda Madre non è ancora chiusa, con polemiche sulla riduzione dei fondi e sul ritiro delle opere donate al museo. La giunta regionale è stata criticata per il suo gesto, considerato un esempio di vandalismo istituzionale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo