FIRENZE. Il problema esiste eccome e nonostante le rassicurazioni distensive del sovrintendente al Polo museale Antonio Paolucd e le parole di speranza del sovrintedente ai monumenti Domenico Valentino, se le cose non cambiano, la realizzazione dei Nuovi Uffizi è fortemente a rischio. Perché se il direttore generale del ministero Roberto Cecchi, da qualche mese supervisore dei Nuovi Uffizi su incarico del ministro Giuliano Urbani, insiste nella richiesta di un progetto esecutivo unico entro aprile, ci sono poche possibilità di vedere una felice conclusione della vicenda. Anzi, andranno definitivamente persi 134 milioni di euro destinati a questo scopo perché con i tempi indicati dal ministero non c'è nessuna possibilità di presentare il progetto esecutivo in tempo utile. «L'ho detto e ridetto - dice il sovrintendente ai beni architettonici Domenico Valentino -. Per quanto ci riguarda, siamo molto impegnati nel portare avanti il progetto, ma è impossibile presentarlo entro aprile, ce la possiamo fare per la fine dell'anno, per l'autunno-inverno, ma non prima». II problema è che la presentazione di un progetto unitario richiesta da Cecchi necessiterebbe di un ufficio tecnico apposito che invece non c'è, anche se in realtà era stato previsto, e doveva essere diretto da Mario Lolli Ghetti. Ma è evidente che non è mai entrato in funzione e Lolli Ghetti è attualmente sovrintendente regionale. Così, il problema del progetto unitario può essere ovviato solo tramnite un bando, che fin troppo ovviamente rallenterebbe i tempi previsti. Il soprintendente al Polo museale Antonio Paolucci tuttavia non sembra scoraggiarsi «Sono sicuro che non esiste nessun rischio. Sappiamo bene che i soldi vanno utilizzati. Ma è chiaro che alla fine verrà trovata una soluzione, in ballo c'è un progetto troppo importante». Valentino è più cauto, preferisce aspettare una risposta positiva del direttore Roberto Cecchi in persona prima di considerare liquidata la questione. Che però al momento si trova in Cina e rara ritorno in Italia solo lunedì Tuttavia Valentino sembra concedersi qualche spiraglio: «Certo, a sarebbe la possibilità dì richiedere i soldi e riaccreditarli, credo che questo potrebbe essere fatto, ma per sapere qualcosa di più preciso è necessario aspettare». Una cautela che Paolucci condivide solo in parte, convinto dal canto suo che alla fine i fondi non saranno tagliati da nessuno, i tempi richiesti per la presentazione del progetto saranno allungati e alla fine tutte le cose torneranno a posto. «Ma ci mancherebbe - conclude Paolucci -. E ovvio che alla fine ci sarà la flessibilità necessaria in casi del genere. La questione è politica, non si limita certo a Roberto Cecchi, ma va ben oltre, E noi al ministro l'abbiamo già fatto presente il problema che rappresenta un simile limite di tempo. E che diamine, alla fine capirà e tutto andrà per il meglio. Voglio dire, siamo in Italia». Appunto.