La denuncia. L'imprenditore, ex Ambrogino d'oro, è accusato di ricettazione: «Sono solo un appassionato» Sequestrati a un pensionato di 82 anni centinaia di reperti greci e precolombiani Una passionaccia per gli oggetti antichi. Tanto che aveva trasformato la sua casa, 150 metri quadrati in una palazzina nuova in zona Lambrate, in una sorta di museo. Oggetti d'arte antica con predilezioni a reperti greci e precolombiani. Ma non disdegnava anche quelli del basso Tarantino. Un amore forte, viscerale, per statue, piatti, suppellettili, che lo aveva spinto a raccogliere illegalmente 284 opere giudicate dal Ministero dei Beni Culturali per la Lombardia «di valore inestimabile». Fino all'altra mattina quando gli agenti del commissariato Lambrate hanno bussato alla sua porta, sequestrandogli ogni cosa. «Sono un appassionato, non lo facevo per fini commerciali. Li compravo solo per il mio piacere», ha tentato di giustificarsi Gianni C., 82 anni, noto nell'ambiente del designer, ex titolare di un'azienda e, come ha spiegato lui stesso ai poliziotti, «già insignito dell'Ambrogino d'oro e del Compasso d'oro». Ma non ha impietosito più di tanto gli agenti che lo hanno indagato per ricettazione e detenzione illegale di reperti archeologici non dichiarati. Le indagini sono scattate un mese fa quando ai detective del commissariato di via Magnago è arrivata una «soffiata» che indicava in Gianni C. un potenziale trafficante di opere d'arte e reperti archeologici. Quindi, l'altro giorno è scatto il blitz, capitanato dal sostituto commissario Nicola Rutigliano. Quando gli agenti hanno aperto l'ascensore, si sono trovati sul pianerottolo, davanti all'uscio del pensionato, due splendide anfore greche. L'uomo, hanno riscontrato gli investigatori, amava viaggiare di continuo, con mete spesso al sud d'Italia, alla scoperta delle radici della cultura della Magna Grecia di cui aveva un debole. Adesso resta da stabilire se non vi siano altri oggetti antichi nella disponibilità dell'uomo e in che modo Gianni C. sia riuscito a procurarsi l'ingente quantità di pezzi rari posti in bella vista. I poliziotti hanno già affidato parte del patrimonio alla sovrintendenza lombarda dei beni culturali, comprese le due anfore che accolgono gli ospiti all'ingresso. Il pensionato è titolare ancora di un'azienda milanese che si occupa di sedie e tavoli dal designer anche personalizzato. Gli oggetti d'arte antica sequestrati sono stati visionati, uno ad uno, dalla dottoressa Jolanda Lorenzi, funzionario e responsabile unico per la città e la provincia della Sovrintendenza per i beni archeologici della Lombardia. «Difficile quantificare il valore ha spigato agli investigatori perché tutti insieme formano un valore inestimabile». Proprio la Lombardia è da sempre crocevia di reperti archeologici e antiquariato trafugati e rubati. Nel 2007 sull'asse Busto Arsizio-Gela, i carabinieri si erano mossi sul traffico internazionale di reperti archeologici tra la Sicilia, l'Europa e gli Stati Uniti, che aveva portato a 52 ordinanze di custodia cautelare. E, sempre i carabinieri del nucleo di Monza, tutela patrimonio culturale, erano riusciti a sventare agli inizi di febbraio una truffa da tre milioni di euro per un falso Kandinsky che avrebbe dovuto acquistare un anziano imprenditore milanese. La scheda Le accuse Gianni C.. 82 anni. imprenditore in pensione, personaggio noto nell'ambiente dei designer milanesi, già insignito dell'Ambrogino d'oro e del Compasso d'oro, è stato denunciato per ricettazione e detenzione illegale di reperti archeologici non dichiarati Il tesoro in casa Gli agenti del commissariato Lambrate hanno sequestrato 284 opere d'arte giudicate di valore «inestimabile. dalla Direzione regionale ai Beni Culturali: vasellame, anfore greche, monili, statue, piatti, suppellettili, reperti archeologici e fossili La valutazione Gli oggetti d'arte antica sequestrati sono stati valutati da Jolanda Lorenzi, funzionario e responsabile unico per la città e la provincia della Sovrintendenza per i beni archeologici della Lombardia
Milano. Il museo abusivo del nonno archeologo
Un imprenditore di 82 anni, noto nell'ambiente dei designer milanesi, è stato denunciato per ricettazione e detenzione illegale di reperti archeologici non dichiarati. Il pensionato, noto per il suo amore per gli oggetti antichi, ha trasformato la sua casa in una sorta di museo con reperti greci e precolombiani. Gli agenti del commissariato Lambrate hanno sequestrato 284 opere d'arte giudicate di valore inestimabile, tra cui anfore greche, monili, statue e piatti. La valutazione degli oggetti è stata effettuata da Jolanda Lorenzi, funzionario della Sovrintendenza per i beni archeologici della Lombardia.
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