Selinunte verso la privatizzazione dei servizi e la valorizzazione del parco archeologico «Per migliorare l'immagine del patrimonio vogliamo mettere in piedi un circolo virtuoso con l'aiuto dei privati» Il tempio C dovrebbe essere «liberato» a fine estate Castelvetrano. «La privatizzazione dei servizi aggiuntivi sarà il trampolino di lancio per la valorizzazione del parco archeologico di Selinunte e di un'altra cinquantina di siti siciliani. Per migliorare l'immagine del patrimonio monumentale vogliamo mettere in piedi un circolo virtuoso con l'aiuto dei privati ai quali chiederemo la massima professionalità nel loro lavoro». La dichiarazione dell'assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Missineo fatta giovedì al baglio Florio del parco archeologico, a margine della manifestazione di presentazione del libro del procuratore aggiunto della Dda di Palermo Antonio Ingroia fa ben sperare per il rilancio del sito, il più grande d'Europa con i suoi 270 ettari di superficie e che per anni è stato trascurato al punto che, in assenza di denaro disponibile per l'estirpazione delle sterpaglie, in passato si è favorito l'accesso a greggi di privati perché brucassero l'erba e rendessero l'area più dignitosa allo sguardo delle migliaia di turisti che la visitano soprattutto nel periodo estivo. Proprio l'estate è uno dei talloni di Achille del parco privo a tutt'oggi, tra le altre cose, di bagni, fontanelle e punti di ristoro per i visitatori per i quali sarebbe opportuno organizzare escursioni notturne, nell'arco della giornata in cui la temperatura si fa più sopportabile e non è necessario passeggiare sotto la canicola, evitando, così, di chiudere i battenti un'ora dopo il tramonto. Al momento le criticità da superare sono relative anche allo stato di salute dei templi, in particolare quelli «C» ed «E», entrambi tra i più antichi esempi di architettura templare dorica esistente. Del primo rischiano di sfaldarsi i capitelli 13 e 14 tenuti ancora insieme da una fatiscente struttura in ferro che sostiene il tempio da oltre una decina di anni, mentre da alcune colonne del secondo nei mesi scorsi si sono staccati calcinacci a causa del ferro andato a male utilizzato con del cemento per un restauro effettuato circa 40 anni fa. Per evitare che questi monumenti che appartengono all'umanità possano danneggiarsi in modo irreparabile la direttrice del Servizio parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, Caterina Greco, lo scorso novembre, ha chiesto che venissero finanziati dei progetti appositamente approntati da finanziare con fondi Por-fesr. «Per quanto riguarda il tempio C - ha detto Missineo - i fondi sono stati sbloccati. Posso certamente affermare che entro la prossima estate saranno effettuati i necessari lavori e sarà tolta la fatiscente impalcatura che lo avvolge. Inoltre, per quanto riguarda la manutenzione del sito la attueremo con le nostre strutture interne». L'obiettivo prioritario è conservare il patrimonio archeologico e trasmetterlo ai giovani perché possano costruire il loro futuro conoscendo e apprezzando il passato. «L'arte - ha sostenuto l'assessore regionale ai Beni culturali - deve contribuire all'affermazione della legalità. Rigetto l'attacco del quotidiano spagnolo El Pais sui lavoratori Pip, tacciati di mafia, che a Palermo facevano da guardiani alle nostre opere d'arte. Si tratta di persone che hanno scontato le pene loro inflitte e che vanno reintegrate. Arte e legalità devono correre affiancate». Lo ha ribadito più volte giovedì scorso Missineo rivolgendosi in particolare ai giovani presenti. Le dichiarazioni appaiono significative quanto la scelta del sito per la presentazione del libro del procuratore Ingroia dato che secondo dichiarazioni rese dal pentito Giovanni Brusca anche il parco archeologico di Selinunte era finito nel mirino della mafia. Correva l'anno 1998, infatti, quando Brusca raccontò di avere appreso personalmente dal latitante Matteo Messina Denaro, tra i più sanguinari protagonisti della stagione stragista del 1993, che «in Sicilia era stato ipotizzato anche un attentato ai templi di Selinunte, ma poi andarono avanti solo gli attentati sul Continente». Margherita Leggio