I comitati di quartiere: "Deve battersi contro la sentenza che non vuole far abbattere lo scheletro del centro commerciale" Il Comune non è intenzionato a ricorrere contro la sentenza del Tar che, accogliendo in parte le richieste della Società Ponente 1978 srl, annulla la demolizione dello scheletro di un centro commerciale costruito all'inizio degli anni '90 con una concessione edilizia, rilasciata e poi annullata dalla Regione Lazio, perché ottenuta con una mappa catastale falsa. La denuncia viene dal Comitato per il parco delle Energie e dal Comitato di Quartiere Pigneto-Prenestino. «L'amministrazione comunale» affermano «dopo aver "taciuto" le sue ragioni davanti ai giudici amministrativi (come riportato nella sentenza) vorrebbe rinunciare a far ricorso al Consiglio di Stato per "motivi economici", ossia per far risparmiare poche centinaia di euro alla propria avvocatura. Tale atteggiamento non è più accettabile. Bisogna evitare che, restando così le cose, la società ricorrente riesca ad ottenere indennizzi più sostanziosi per gli espropri in corso in quell'area». Non solo. «Bisogna anche proteggere» aggiungono i comitati «un'area destinata a verde pubblico e mettere fine ai ricorrenti tentativi di speculazione edilizia. La giunta rispetti gli impegni sulla destinazione e la gestione degli spazi (spazio polifunzionale, casa del parco, play-ground) sottoscritti con i cittadini e ribadite nelle proposte avanzate dal territorio e che hanno visto il coinvolgimento di distretti scolastici e sanitari, scuole e associazioni, centri sociali e istituzioni». (16 febbraio 2011)
"Per l'ecomostro del Pigneto il Comune ricorra al Consiglio di Stato"
Il Comune di Roma non intende ricorrere contro la sentenza del Tar che ha annullato la demolizione dello scheletro di un centro commerciale costruito negli anni '90. La sentenza ha accolto in parte le richieste della Società Ponente 1978 srl, che aveva ottenuto la concessione edilizia con una mappa catastale falsa. I comitati di quartiere Pigneto-Prenestino e per il parco delle Energie hanno denunciato tale decisione, affermando che il Comune non vuole far abbattere lo scheletro del centro commerciale.
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