Donata da un americano all'Italia, fu presa dai nazisti durante la guerra Il ritratto di Santa Caterina d'Alessandria è di Bernardo Strozzi. Il nonno, mecenate d'origine ebraica, ci donò il quadro a patto che lo valorizzassimo entro due anni. Il dipinto fu confiscato dopo le leggi razziali, depredato dai nazisti, scomparso, ritrovato dai carabinieri. Ora è richiesto dalla nipote, che vive a Beverly Hills. Il Tar dice no: «Deve restare in Italia». Ricorso al Consiglio di Stato. Ritrovato dai carabinieri a un'asta il dipinto di Bernardo Strozzi. Era di proprietà del mecenate Loeser. Il Tar boccia il ricorso dei discendenti Donato all'Italia, confiscato dopo le leggi razziali. "Ridatecelo» Se ne intendeva, il mecenate Charles Alexander Loeser, un collezionista americano morto nel 1928. S'intendeva soprattutto di opere d'arte e di italiani: fu fra i primi far incetta in tempi non sospetti di vari Cezanne (ceduti alla Casa Bianca) e in punto di morte, al nostro Paese, regalò quadri. Come una Santa Caterina d'Alessandria di Bernardo Strozzi, maestro del Barocco. Regali con netto limite temporale, sancito da testamento: cari indolenti e ritardatari, avete due anni per valorizzarli, creare un museo, una permanente. Altrimenti tornano alla mia famiglia. Ecco, 82 anni dopo, Santa Caterina non è tornata. E' in deposito. Dovrebbe andare a Beverly Hills, Los Angeles, dove vive la nipote unica erede. Vuole il dipinto. Il Tar lombardo ha decretato: «Non uscirà dall'Italia». La nipote di nonno Loeser, la signora Philippa Calnan, classe 1938, che fra le altre cose ha finanziato la campagna elettorale di Obama, definisce «vergognosa» questa storia italiana. Per lei, difesa dall'avvocato Alessandro Pallottino, più che una storia trattasi di un pasticcio. Diabolico. «C'è cattiveria», dice il legale. Il quadro, insieme al luogo che lo ospitava (Villa Torri Lattaia, a Firenze), fu sequestrato dopo le leggi razziali. La famiglia era ebrea. I discendenti di Loeser scapparono in Svizzera. La confisca, secondo la ricostruzione di Pallottino nel ricorso al Consiglio di Stato, fu ordinata dal podestà di Firenze. La Villa fu occupata dal Comando tedesco. I tedeschi batterono in ritirata e la Santa Caterina fu depredata dal feldmaresciallo von Richthofen. Finì la guerra. Ronald W. Calnan, il papà di Philippa, chiese la restituzione. Risposero picche. Però venne De Gasperi. De Gasperi, per recuperare i beni artistici trafugati in guerra, nominò ministro plenipotenziario il critico d'arte Rodolfo Siviero. Siviero stilò un infinito elenco. Dentro compariva la Santa Caterina. Rinvenuta nel 2009. Dai carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale di Monza. In un'asta di Sotheby's Italia, a Milano. Le dimensioni erano quelle giuste: 170,5 per 121,5. Sì. Era il dipinto di Strozzi. Finalmente. Macché. Un anno prima, la Direzione generale per i Beni culturali della Lombardia aveva dichiarato l'interesse storico e artistico dell'opera pittorica. Un vincolo che impedisce il rilascio della «licenza di esportazione dall'Italia». Ma dobbiamo tornare al testamento di Loeser. Vi ricordate? Limite di due anni. Il 1928, l'anno della morte del mecenate. Del 1931, tre anni dopo, dunque fuori tempo, la sveglia del Governo italiano, con una convenzione firmata nella Prefettura di Firenze tra lo Stato italiano e il Comune di Firenze per amministrare e valorizzare i doni di Loeser. La questione, e l'ha sottolineato lo stesso Tar, è «particolarmente complessa». Nella sentenza del Tribunale amministrativo regionale c'è questo passaggio: «Il bene è rimasto nella disponibilità della famiglia fino al 1944». Contesta l'avvocato Pallottino: «I parenti non erano più in Italia a causa delle leggi razziali. Un tragico elemento che non può non essere tenuto in forte considerazione». Sulla vicenda indaga la Procura di Milano. Con attenzione a chi stava vendendo a quell'asta il quadro. Un italiano, si viene a sapere. Agiva per conto di qualcuno? E chi? Il quadro, che dovrebbe valere mezzo milione di euro, dov'è rimasto in tutti questi decenni prima della scoperta dei carabinieri? A Firenze c'è l'associazione Loeser. Dedicata proprio al mecenate, sostiene «la conservazione e la divulgazione della sua donazione» nel museo di Palazzo Vecchio. Dopodiché promuove la ricerca delle opere «disperse dagli eredi dopo la seconda guerra mondiale». Giallo italiano. Intrigo internazionale. Forse anche saga famigliare? L'artista Il periodo Bernardo Strozzi nacque nel 1581 e morì nel 1644: fu uno dei principali pittori del Barocco. A lui è stato attribuito il dipinto a olio su tela (170,5 per 121.5) raffigurante Santa Caterina d'Alessandria La collezione Il quadro apparteneva a Charles Alexander Loeser, facoltoso americano, storico e critico d'arte, collezionista. Il dipinto fu depredato dai nazisti in ritirata dall'Italia California La nipote, che abita a Los Angeles, in California, chiede la restituzione del quadro La santa Il dipinto a olio su tela che raffigura Santa Caterina d'Alessandria
Dai nazisti a Beverly Hills. L'intrigo del quadro barocco
Il quadro di Bernardo Strozzi, "Santa Caterina d'Alessandria", è stato confiscato dai nazisti durante la guerra e successivamente venduto all'asta. La nipote di Charles Alexander Loeser, mecenate americano, lo richiede per restituirlo all'Italia. Il Tribunale amministrativo regionale lombardo ha deciso di non restituirlo, ma la nipote ha ricorso al Consiglio di Stato. Il quadro è stato ritrovato dai carabinieri nel 2009 e ora è in deposito. La famiglia Loeser, di origine ebraica, fu confinata in Svizzera dopo le leggi razziali. Il mecenate aveva donato il quadro all'Italia con la condizione che fosse valorizzato entro due anni.
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