La giunta ha stabilito il testo della storicizzazione. Gli Schützen sono contrari Via libera alle tabelle. Severgnini: coccarda a Durni BOLZANO Primo passo verso la «storicizzazione dei monumenti o manufatti di epoca fascista e bellica: l'Archivio provinciale ha preparato il testo delle tabelle esplicative che dovrebbero essere installate nei pressi dei tre ossari altoatesini di Burgusio, Colle Isarco e San Candido. La giunta ha approvato il testo storico che è stato già inviato a ministro e commissariato di governo. Gli Schützen sono contrari ma il presidente Durnwalder è secco: «Andremmo avanti lo stesso». Intanto, l'editorialista del Corriere Beppe Severgnini annuncia che manderà una coccarda tricolore al Landeshauptmann. «patriota involontario» nel senso che con le sue parole ha stimolato l'«animosità» italiana. BOLZANO Primo concreto passo in avanti per la «storicizzazione» dei monumenti, o manufatti, di epoca fascista e bellica, fronte sbloccato dalla lettera del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, riferita anche a bassorilievo mussoliniano e monumento all'Alpino. Si parte dai tre ossari post-bellici altoatesini. L'Archivio provinciale ha preparato il testo delle tabelle esplicative che dovrebbero essere installate nei pressi degli ossari. Nei giorni scorsi il presidente Luis Durnwalder si è incontrato con i sindaci dei comuni interessati per definire gli interventi. «Ora procederemo d'intesa con il Commissariato del governo», ha annunciato Durnwalder. Il fronte è di quelli sedimentati, ma ancora «caldi» dal punto di vista delle rivendicazioni etniche. Tra il 1937 e il 1939, nei pressi del confine di Stato, furono realizzati tre ossari con i resti di soldati appartenenti a diversi eserciti e a diverse nazioni: nella zona ovest della Provincia a Burgusio (frazione di Malles), a nord a Colle Isarco (frazione di Brennero) e a est a San Candido. Il via libera alla «storicizzazione» dei tre ossari è uno dei passaggi contenuti nell'intesa stipulata nelle scorse settimane tra il ministro ai Beni culturali Sandro Bondi e il presidente Luis Durnwalder. Quando parlava di quello che la Palazzo Widmann poteva fare, Bondi aveva spiegato che questo valeva anche "l'apposizione" di insegne descrittive nell'ambito degli ossari a Burgeis,Burgusio, a GossensassColle Isarco e a InnichenSan Candido recanti il testo proposto dalla Provincia autonoma di Bolzano con lettera del 18 marzo 2009». Quindi: «In concreto si tratta di installare delle tabelle esplicative che possano spiegare come e perché, durante il fascismo, furono realizzate queste opere dice Durnwalder all'interno degli ossari si trovano i resti dei soldati di molte nazionalità deceduti in guerra o in prigionia il principio di fondo deve essere quello del rispetto nei confronti di chi ha perso la vita in queste tragiche circostanze, ma crediamo sia giusto spiegare perché questi ossari si trovano in Alto Adige». Il testo delle tabelle è stato preparato dall'Archivio, e è stato già sottoposto al vaglio del prefetto e dello stesso Ministro Bondi: «Si tratta di una descrizione obiettiva e oggettiva dei fatti e ora l'importante è coordinare al meglio l'operazione d'intesa con il Commissariato del Governo ha sottolineato Durnwalder e noi andremo avanti anche se non tutti saranno d'accordo». Il riferimento è agli Schützen che, ammette lo stesso Durnwalder, hanno già fatto sapere di essere contrari a quel testo. Intanto, nei giorni scorsi, il Landeshauptmann si è incontrato con i sindaci dei comuni interessati, ovvero Ulrich Veit, Werner Tschurtschenthaler e Franz Kompatscher, primi cittadini rispettivamente di Malles, San Candido e Brennero: «Anche loro ha concluso Durnwalder hanno espresso l'apprezzamento per il testo elaborato dall'Archivio provinciale». II presidente della Provincia è tornato anche sul carteggio con il Capo dello Stato in relazione alla polemica sulle celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia. «Credo che la questione possa considerarsi chiusa. Nella sua ultima lettera spiega Durnwalder ha usato toni molto cordiali e ha mostrato di comprendere le mie ragioni».