Concorso internazionale per il dopo-Cicelyn Era annunciato. E scritto. Ora c'è l'ufficializzazione e l'inizio di una nuova storia per il Madre, il museo di arte contemporanea di via Settembrini che espone le opere di Clemente, Paladino, Kounellis, Warhol e tanti altri maestri del Novecento. Il CdA, come aveva dichiarato già da settimane, si è dimesso. La decisione è dello scorso 16 febbraio, ma è stata resa pubblica solo ieri. Era scontato l'addio del trio bassoliniano della Fondazione Donnaregina, dopo la mancata ratifica delle modifiche allo statuto richieste dalla nuova giunta di Santa Lucia, guidata da Stefano Caldoro. Tutti a casa quindi. Danno forfait il presidente, Oberdan Forlenza, il vice Achille Bonito Oliva e il consigliere Enrico Santangelo. Ora il licenziamento di Eduardo Cicelyn è inevitabile. Il successore, come annunciala Miraglia, sarà scelto attraverso un concorso internazionale. Ma chi conosce il direttore, sa che sarà solo l'inizio di una lunga battaglia legale, la Madre di tutte le battaglie: «Mi manderanno via, ma darò filo da torcere». Lo scontro tra la Regione e il museo è praticamente cominciato con l'insediamento del centrodestra a Santa Lucia ed era stato unanimemente giudicato il primo atto dello spoil system culturale. I nomi dei successori dei consiglieri del CdA arriveranno nei prossimi giorni. Ma di sicuro a capo ci sarà proprio l'assessore alla Cultura, Caterina Miraglia, della quale, tra l'altro, sempre ieri è stata ufficializzata la nomina a presidente della Fondazione del Teatro Festival (insieme a quella di Paolo Macry a consigliere, in sostituzione di Riccardo Satta Flores). Miraglia pigliatutto, insomma. «È una scelta in funzione di traghettamento verso il nuovo ruolo che il Madre dovrà avere a Napoli e in Campania» spiega l'assessore. «Per gli altri due nomi stiamo puntando su personalità di alto profilo professionale. Li abbiamo contattati e siamo in attesa di una risposta definitiva». La decisione è maturata, scrivono i tre ormai ex-consiglieri, a seguito di una nota di Caldoro arrivata, via fax, nella serata del 15 febbraio, «con la quale si davano per acquisite dimissioni non ancora formalizzate» e si ribadiva «con enfasi la necessità di procedere al più presto alle modifiche dello Statuto respinte dal CdA». Forlenza, Bonito Oliva e Santangelo restano in carica per la normale amministrazione, aspettando i successori che, secondo le norme del vecchio Statuto ancora in vigore, dovrebbero essere un amministrativista, un esperto d'arte e un presidente designato dalla giunta (come detto, la Miraglia). Ma il futuro del Madre non è roseo. Sono stati tagliati i fondi, per la crisi economica che ha costretto tutti a fare dei sacrifici. «Il museo» spiega Cicelyn «ha attualmente in corso una sola mostra "O Vero" che chiude il 21 marzo. Non abbiamo potuto programmare altro per mancanza di finanziamenti sufficienti». Si rischia, così, di avere una scatola vuota che dal 1 marzo, cioè tra una settimana, potrebbe persino di chiudere i battenti, perché in quest'ultimo periodo, in attesa di un bilancio annuale, si è andati avanti di mese in mese. In pericolo anche tutti i posti di lavoro. Il Madre, nel 2010, ha registrato un bilancio in rosso. «Il disavanzo purtroppo riscontrato» scrivono i tre consiglieri nel comunicato delle dimissioni «deriva da sospensioni e revoche di fondi che la Regione ha ritenuto di dover rendere note alla Fondazione solo negli ultimi giorni di dicembre». Nonostante questo, è sottolineato, il Madre ha registrato, l'anno passato, oltre 76milavisitatori. «Il nostro compito ora» spiega amareggiato Cicelyn, arroccato nel museo «è mantenere il Madre aperto. Noi, dopo le 13,30, quando siamo costretti a chiudere il portone, facciamo i turni all'ingresso per spiegare ai turisti che arrivano, e vengono da tutto il mondo, perché non è possibile visitarlo nel pomeriggio».