I nuovi "shopping center" si sommano ai 25 già esistenti a Roma: in tutta la regione fra pochissimi anni saranno settanta Alla Laurentina sorgerà una maxi struttura da 177mila metri quadrati, allAnagnina una da 105mila Settanta centri commerciali fra quelli già esistenti e quelli in via di attuazione in tutta la Regione. Il che vuol dire, 219 ettari di strutture (una superficie pari a quella di villa Pamphili) dove fare shopping e poter passare la domenica pomeriggio guardando le vetrine. Sono i nuovi «mostri commerciali», secondo il dossier elaborato da Legambiente che denuncia una cementificazione massiccia e, che in alcuni casi, dei «veri e propri sfregi al nuovo piano regolatore». Oltre ad accrescere una "cannibalizzazione" del settore commerciale, con la conseguente chiusura di moltissime piccole attività. Una cifra enorme. Secondo i dati della Confesercenti, dal 2007 ad oggi, sono stati «dodici mila i negozi costretti ad abbassare la saracinesca in modo definitivo, per via della crisi e della concorrenza». E la corsa delle gru a scavare le fondamenta per nuovi centri non sarresta. Da qui a pochi anni, altri ventitré templi dello shopping apriranno le loro porte e loro "piazze" circondate da ascensori, scale mobili e commesse. Aggiungendosi ai 25 già esistenti nel territorio di Roma. Solo nel 15 municipio si prevedono quattro inaugurazioni. Tutte in zona Magliana e costruite grazie agli articoli 11, ovvero i programmi di riqualificazione urbana: cubature date ai privati in cambio di finanziamenti per opere capaci di riqualificare le periferie. «Il nostro dossier - spiega Mauro Veronesi, responsabile per Legambiente del territorio urbano - conferma che la difficoltà a nella capitale non consiste tanto nel fare un nuovo piano regolatore, quanto nel gestire ed orientarne le attuazioni». Scorrendo lelenco delle future cittadelle commerciali - 69 ettari in tutto - spiccano i 177 mila metri quadrati di struttura in zona Laurentina. Più piccolo, anche se sempre esteso, quello che verrà realizzato sullAnagnina: 105 mila metri quadrati. Diecimila metri quadrati saranno invece allInfernetto; 56 mila a Saxa Rubra. Altre costruzioni nasceranno a Pescaccio, nel XII municipio (100 metri quadrati) e a Tor Tre Teste, nella tenuta dei Monti della Caccia. Ma non solo centri commerciali ex novo. Da sommare alle cubature future ci sono anche quelle in via di condono. «Nellufficio Condono edilizio - conferma Veronesi - ci sono ancora le pratiche che riguardano la "sanatoria" di due milioni e mezzo di metri quadrati ». Cemento, certo. Ma per Legambiente il proliferare dei centri commerciali ha anche unaltra responsabilità: ha contribuito in maniera massiccia allimplosione dei negozi tradizionali. Complice la crisi economica, naturalmente. «La chiusura dei piccoli esercizi ha significato lulteriore desertificazione dei quartieri popolari della città - affermano da Legambiente - e soprattutto la perdita delle piccole "reti solidali" rappresentate dai negozi di vicinato».
ROMA - CEMENTO. La carica dei centri commerciali si preparano 23 nuove aperture. Lallarme di Legambiente: spesso non rispettato il piano regolatore
In tutta la regione, fra pochissimi anni saranno settanta i nuovi "shopping center" in più rispetto ai 25 già esistenti a Roma. Questi centri commerciali saranno costruiti in 219 ettari di superficie, pari a quella di villa Pamphili. Secondo il dossier di Legambiente, la cementificazione massiccia e la "cannibalizzazione" del settore commerciale porteranno alla chiusura di moltissime piccole attività. Da qui a pochi anni, altri ventitré templi dello shopping apriranno le loro porte. Solo nel 15 municipio si prevedono quattro inaugurazioni, tutte in zona Magliana.
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