Polemiche, contrordini e varianti: perché non decollano le linee 2 e 3 Si va avanti, indietro, si freme a qualsiasi stormire di comitato BEAUTIFUL è niente. In nessuna altra parte del mondo un tram fa tanto scalpore. Tanto meno in tempi di ingorghi, caos di motori il triplo degli umani, smog alle stelle, continue dichiarazioni a favore dei mezzi pubblici. Qui si è cominciato a parlare di tram ai tempi di Morales agli inizi degli anni '90, è stato varato da Primicerio nel '98, ci si è iniziato lavorare verso il 2001 con i cantieri propedeutici e verso il 2004 con quelli veri e propri. Intervallando con infinite discussioni, ribellioni di comitati, annunci di mostri e di treni rombanti, conseguenti referendum, città spaccata, un vicesindaco, Giuseppe Matulli, che alla fine ci si mette anima e corpo e riesce a finire almeno la linea 1, che tutti vedono non essere il mostro minacciato da Razzanelli. Viaggia da signora, porta 40 mila persone al mese, piace ma resta inesorabilmente piantata alla stazione perché le altre linee per ora non si fanno. A Firenze si va avanti, indietro, si freme a qualsiasi stormire di comitato. Mentre nel resto dEuropa, quando si fanno tramvie, si parla prima con gli abitanti, ci si confronta, si informano tutti. Lo si fa rigorosamente, ma poi, una volta presa la decisone, si va avanti. Qui invece si rimanda. E la storia diventa un tormento. Renzi dice no al passaggio dal Duomo della linea 2. Ottiene però lok del ministero per avviare i lavori almeno del tratto della 2 aeroporto-stazione e per lintera linea 3. Lottiene un anno fa. Siamo ancora a niente. Il passaggio dal centro resta nella mente di Dio, si vagheggia in unimprobabile tratto in sotterranea, intanto si raffazzona, per anticiparlo a Roma, un passaggio in superficie stazione-via Valfonda-viali-piazza della Libertà, gancio a San Marco, niente centro, ma non importa. Poi, a stoppare anche il tratto residuo della 2 arriva la soprintendenza che censura la prevista uscita del tram sul viale Belfiore dal famoso palazzo del Mazzoni. Ora invece pare che il ministero stia per dare lautorizzazione, meglio se per scritto. Questione di giorni. Dunque si parte. Resterebbero solo da completare gli ultimi atti della Tram di Firenze, la società che si è aggiudicata via project la costruzione della 2 e la 3 per 303 milioni di euro. La Tram deve mettere nero su bianco che rinuncia al tratto del Duomo, per il quale aveva già il contratto in tasca, e anche al sottopasso di viale Belfiore che era stato previsto e invece non si fa più: per non dare troppa noia adesso con i cantieri e forse darne moltissima dopo, quando auto e tram si incroceranno. Fatti questi due ultimi atti si dovrebbe partire. Ma chissà. Intanto cè il contrordine compagni sulla linea 3: quando sembrava che lamministrazione fosse a un passo da approvare il progetto esecutivo e la ditta a iniziare a costruire. Renzi aveva già provato ad annullare il passaggio dallo Statuto appena arrivato, ma i tecnici non avevano trovato unalternativa per andare da Careggi alla stazione e si era tornati al progetto originario. Ora, il dietrofront. Anche se il sindaco ha solo espresso la sua convinzione in consiglio comunale senza poi dare ordine ai suoi tecnici di studiare di nuovo un percorso alternativo che potrebbe passare solo da via Mariti. Una soluzione che, ha fatto notare la Tram, manderebbe in tilt lintero sistema. Perché dal Mugnone alla stazione la linea 3 passerebbe sugli stessi binari della 2, provocando un appesantimento insostenibile. Figuriamoci poi quando in via Alamanni i tram passerebbero tutti e tre insieme, le linee 1, 2 e 3. Tuttavia questo ennesimo dubbio semina incertezza. Magari si inizierà a fare il tratto di tramvia Careggi-viale Morgagni e si tenterà di evitare lo Statuto dopo. Sarebbe unaltra variante in corso dopera, dopo quella che sicuramente sarà necessaria di via Valfonda: nel progetto originale la linea 3 avrebbe dovuto dirigersi, via sottopasso, in viale Rosselli e lì piantare i passeggeri. Da tempo si sa che così non sarà e che la 3 andrà fino alla stazione attraverso la piazza di Beslan e via Valfonda. Ma nessuno ha ancora fatto la variante, neanche nellanno di tempo che cera tra lautorizzazione ministeriale e adesso. E nonostante che le varianti in corso dopera consumino tempo e denaro. In tutto questo caos, il piano strutturale parla addirittura di linea 4 e 5, mentre non si iniziano la 2 e la 3. Gira un poco il capo: alla fine la tramvia la si vuole o non la si vuole fare?