Volontari al posto del personale. Giovani disposti a lavorare gratis, nelle sale dei musei napoletani, per rimpiazzare i dipendenti che non ci sono più. Che sono andati in pensione e non vengono sostituiti con nuovi assunti. Una proposta che ha fatto indignare i rappresentanti dei lavoratori: interrotte le relazioni sindacali e annunciato lo stato di agitazione del personale. I sindacati Ugl-Intesa Fp, Cgil, Uil, Unsa e Flp sono tutti daccordo: il polo museale napoletano - che comprende Capodimonte, San Martino, Villa Pignatelli, Castel SantElmo e il museo Duca di Martina - ed è guidato dalla soprintendente Lorenza Mochi Onori, è allo sfascio. Sale chiuse, interi piani di Capodimonte inaccessibili (senza preavviso), collezioni impossibili da visitare. Mentre il personale attende il pagamento dei servizi offerti durante mostre ed eventi particolari (il cosiddetto pagamento dei conto terzi), mentre chiede alla soprintendente un incontro per rivedere lorganizzazione del lavoro, la Mochi Onori sottopone loro un accordo che prevede di sostituire il personale con dei volontari. E si accende la scintilla della protesta. «Le motivazioni della nostra mobilitazione - spiega il rappresentante della Ugl-Intesa, Adriano Vittorini - sono da ricercarsi nella completa desolazione nella quale il nuovo soprintendente, Lorenza Mochi Onori, sta gettando listituto». Di questo passo, aggiunge lUgl, «metteremo a punto iniziative di protesta che mineranno le prossime iniziative, ad esempio il Maggio dei monumenti». Il malessere esploso a Capodimonte è in realtà comune a tutte le soprintendenze. «Ed uno dei problemi principali - afferma la Mochi Onori - è legato allintroduzione della legge Brunetta che non permette più di contrattare lorganizzazione del lavoro. Un fatto che fa sentire i sindacati esclusi da un tema importante. Spero che il ministero affronti la questione. Ma non sono io quella che può, su questo, risolvere il problema». Cè anche dellaltro: il ministero per i Beni e le attività culturali ha appena affidato una serie di servizi delle sue strutture alla società Ales spa, pagandola ben 12 milioni. La Ales spa (Arte, lavoro e servizi) è una società in house del ministero per i Beni culturali, finalizzata a reimpiegare i lavoratori socialmente utili nella progettazione e nella gestione di attività di supporto a soprintendenze, musei, aree archeologiche. Gli Lsu, insomma, entreranno nei musei dalla porta principale. «Mentre i dipendenti del ministero - affermano i sindacati - restano al palo ed assistono impotenti al tentativo di soppiantarli». Come avrebbe fatto la Mochi Onori «che ci ha chiesto di ratificare una convenzione già sottoscritta con unassociazione di volontariato che dovrebbe sopperire alle carenze organiche del personale». Circostanza smentita dalla soprintendente: «Io ho solo chiesto ai sindacati un loro parere: non avrei potuto chiedere loro di sottoscrivere un accordo che ancora non cè». Le carenze di personale? «Sono un problema serio - ammette la Mochi Onori - noi cerchiamo di lavorare al meglio, ma la coperta è corta». E se a Capodimonte si tiene aperto il secondo piano si deve chiudere il terzo, se si è prolungata la mostra di Viola lo si è fatto a discapito di altre sale alle quali è impossibile accedere. La biglietteria non ne fa mistero con i visitatori: «Il terzo piano è chiuso. Magari tra due ore arriva un altro custode e possiamo aprire. O chiudere il secondo piano. O il primo». Il museo si visita come giocando con i bussolotti. «La coperta è corta» insiste la Mochi Onori. E la canzone non cambia a San Martino. Dove talvolta al visitatore è chiesto di fare presto, di non soffermarsi troppo in una sala, per non bloccare lì il custode di turno. Ce nè quanto basta perché i sindacati chiedano al direttore generale e al direttore regionale dei Beni culturali di intervenire «per ripristinare le corrette relazioni sindacali senza le quali per il polo museale napoletano si va verso una china pericolosa non solo per la tutela e la professionalità dei lavoratori, ma anche in termini di qualità del servizio per i cittadini e lutenza».
NAPOLI - Musei senza personale i dipendenti protestano. I sindacati: "Vogliono sostituirli con volontari"
Il polo museale napoletano è in crisi a causa della mancanza di personale. I dipendenti che non sono più in servizio sono stati sostituiti con volontari, ma i sindacati hanno reagito con indignazione. I lavoratori chiedono il pagamento dei servizi offerti durante le mostre e gli eventi, e chiedono un incontro con la soprintendente per rivedere l'organizzazione del lavoro. La soprintendente, Lorenza Mochi Onori, ha proposto di sostituire il personale con volontari, ma i sindacati hanno rifiutato. I sindacati hanno anche denunciato la legge Brunetta che non consente di contrattare l'organizzazione del lavoro, e hanno chiesto l'intervento del ministero per i Beni e le attività culturali.
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