Carla Tomasi presidente Ari In relazione all'articolo «Colosseo, alla Sovrintendenza la selezione dei restauratori» pubblicato su «Edilizia e Territorio» 42011, l'Ari Associazione restauratori d'Italia sottolinea le criticità emerse nel bando promosso lo scorso agosto e soprattutto quelle che scaturiranno dalla prossima gara di marzo, dove è stato annunciato dalla Soprintendenza archeologica che la categoria richiesta sarà la 0G2. Ad agosto la stazione appaltante aveva individuato questa categoria per la realizzazione degli interventi di restauro delle superfici dei prospetti settentrionale e meridionale per un totale di sette milioni. Aggiudicando l'appalto a imprese non specialistiche è ben difficile parlare di selezione dei restauratori. La categoria specialistica 0S2 è qualificata dal direttore tecnico restauratore e dall'organico formato da restauratori e collaboratori restauratori e la sostanziale «espulsione» dal bando di questa categoria, corrisponde alla sostanziale esclusione dei restauratori dal mercato del lavoro. Il commissario generalmente individua correttamente le operazioni di restauro specialistico, appaltandole poi in 0G2, ben sapendo che «la qualificazione OG è conseguita dimostrando capacità di svolgere opere, per la cui realizzazione, siano necessarie una pluralità di specifiche lavorazioni. La qualificazione OS è conseguita dimostrando capacità di eseguire in proprio specifiche lavorazioni, parte del processo realizzativo di un'opera, e necessitano di una particolare specializzazione o professionalità». Su uno di questi gravi precedenti l'Ari ha avviato un ricorso al Tar, ora al Consiglio di Stato, per i restauri del «Tempio di Antonio e Faustina». Il problema irrisolto dunque non è solo nell'endemica mancanza di fondi ma anche nell'incapacità di individuare il bene culturale come portatore di valori declassando anche il monumento simbolo della nazione a un'opera non degna di un intervento specialistico. E questo succederà anche nel prossimo bando del Colosseo. In questo clima si inserisce la sospensione del bando di selezione pubblica per il conseguimento delle qualifiche professionali di restauratore e collaboratore di beni culturali, regolamento attuativo dell'articolo 182 Dlgs 422004 pubblicato il 29 settembre 2009 che avrebbe dovuto dare vita all'elenco dei restauratori, e che è stato sospeso il 23 novembre 2010 «in attesa che si realizzi l'iter parlamentare necessario», come se gli anni trascorsi non siano stati sufficienti Lo scenario che si delinea è destinato ad avere pesanti ripercussioni sul sistema di qualificazione delle imprese.
Per il Colosseo protestano i restauratori
L'Ari Associazione restauratori d'Italia ha criticato la selezione dei restauratori per il progetto del Colosseo, sottolineando le criticità emerse nel bando promosso lo scorso agosto. La categoria richiesta sarà la 0G2, che non è specialistica, e la sostanziale espulsione della categoria specialistica 0S2, che è qualificata dal direttore tecnico restauratore e dall'organico formato da restauratori e collaboratori restauratori. L'Ari ha avviato un ricorso al Tar e al Consiglio di Stato per i restauri del Tempio di Antonio e Faustina.
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