Soltanto a Pompei, più di un milione e mezzo di visitatori all'anno. Flussi crescenti di visitatori sulle altre direttrici storiche della regione: Ercolano, Stabia, Cuma, Capua, Velia, Paestum. Per non parlare delle code ormai perenni agli ingressi del museo Nazionale di Napoli, dei siti a torto definiti minori e, soprattutto, dell'autentica novità degli ultimi anni: l'emozionante passeggiata nel dedalo sotterraneo del Rione Terra di Pozzuoli, riportato alla luce dopo decenni di assurdo abbandono. Tira, insomma, il turismo archeologico della Campania. Tanto da spingere governatore e amministratori della Regione, già qualche anno fa, a puntare gran parte dei progetti di sviluppo alternativo sul rilancio degli itinerari famosi in tutto il mondo. Investendo risorse ingenti (in tre anni, oltre cinquecento milioni) sulle sfide programmatiche dei «grandi attrattori culturali». Una strategia concentrata sulla valorizzazione dei più importanti monumenti del passato. Grandi opere di recupero strutturale e di promozione turistica, piuttosto che la solita pioggia di interventi-tampone, decisi seguendo criteri di rapporti geopolitici, effimeri se non occasionali, perciò del tutto inutili. Una svolta incoraggiata da incrementi sensibili delle presenze alberghiere nel capoluogo e nelle tante altre città d'arte della regione. Un successo crescente. E per tracciare il punto sugli aspetti economici del settore, ieri mattina a Napoli è stata presentata la settima edizione della Borsa specializzata di Paestum. Quattro giorni di confronti, bilanci, kermesse illustrative, dibattiti - dal 18 al 21 novembre, nella cornice del centro espositivo Ariston - sui temi più attuali del marketing (non va presa come una cattiva parola) del turismo archeologico campano, nel più vasto scenario mediterraneo. Ospiti d'onore imprenditori e buyers della vicina Francia. Con il presidente della Provincia di Salerno, Angelo Villani, sponsor della manifestazione, gli assessori regionali al Turismo, Teresa Armato, e ai Beni Culturali, Marco Di Lello, nonchè Giuliana Tocco, apprezzata Soprintendente Archeologica per i comprensori di Salerno, Avellino e Benevento. Villani ha confermato i dati dell'escalation di un appuntamento caratterizzato dalla presenza di ventisette tour operator della prima edizione, nel '98, ai centotrenta dell'anno scorso, per ventisei Paesi accreditati. L'assessore Armato ha ribadito i motivi della scelta strategica del governo regionale, nel senso del pieno rilancio delle vocazioni archeologiche e culturali del nostro territorio. E Di Lello si è soffermato, in particolare, sui risultati fatti registrare negli ultimi mesi dall'ArteCard, che in qualche caso è valso a incrementare le presenze turistiche del trenta-quaranta per cento rispetto ai dati di due anni fa. In calendario anche workshop, visite guidate, corsi-sprint di formazione per agenti di viaggio, albergatori, responsabili di strutture ricettive. Un padiglione dedicato ai temi dell'Archeolavoro offrirà ai giovani notizie sulle opportunità occupazionali, attraverso un censimento aggiornato delle nuove figure professionali.
TORNA LA BORSA DI PAESTUM Turismo, sfida sull'archeologia
La Campania sta vivendo un turismo archeologico in crescita, con oltre un milione e mezzo di visitatori all'anno a Pompei. Le altre direttrici storiche della regione, come Ercolano, Stabia e Paestum, stanno registrando flussi crescenti di visitatori. Il governo regionale ha investito ingenti risorse per il rilancio degli itinerari famosi e ha lanciato una strategia di valorizzazione dei monumenti del passato. La presentazione della settima edizione della Borsa specializzata di Paestum ha confermato i dati di crescita del settore, con ventisette tour operator presenti e un aumento del trenta-quaranta per cento delle presenze turistiche grazie all'ArteCard.
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