Pozzuoli. Il restauro non è finito, ma fra i marmi austeri del duomo-tempio di Pozzuoli si respira già il soffio della Storia che ha segnato duemila anni di vicende dei Campi Flegrei. Studiosi e religiosi di tutto il mondo negli spazi della ritrovata cattedrale per celebrare il bimillenario dell'arrivo di San Paolo, diretto a Roma. Un convegno ecumenico di grande spessore ideologico e culturale, per il recupero anticipato dell'antica rocca puteolana, cuore pulsante del Rione Terra, abbandonato quarant'anni fa per gli effetti devastanti del bradisismo, sfregiato dagli abusi e dall'incuria del tempo. Come si sa sta per rinascere la vita nell'antica cittadella romana, grazie a un progetto ambizioso di recupero promosso dalla Regione e dal ministero (con i fondi della Comunità Europea) dieci anni fa. Oltre al restauro del duomo-faro, costruito dai cristiani sul perimetro dell'antico tempio di Augusto, sono in corso imponenti opere di scavo del dedalo archeologico romano nonché progetti di trasformazione del tessuto urbanistico contemporaneo. Al posto del borgo marinaro tradizionale dovrebbero sorgere strutture di accoglienza turistica, uffici dell'amministrazione pubblica, locali per la ricerca e la formazione professionale. A un passo dalla meta, però, quando già si sognava di fissare la storica apertura del Rione Terra nell'ambito delle celebrazioni per l'ultimo viaggio di San Paolo, entro il 2011, il flusso dei finanziamenti si è all'improvviso interrotto e i lavori sono stati sospesi. Se gli ostacoli del patto di stabilità sottoscritto dalla Regione con il ministero non saranno immediatamente superati, il cantiere dovrà essere bloccato. E il Rione Terra tornerà ad essere una città fantasma. Anche sul piano sociale non mancano motivi di preoccupazione e di allarme: fra otto giorni, a partire dal mese di marzo, scatteranno infatti i provvedimenti di sospensione di un primo nucleo di lavoratori. In cassa integrazione, complessivamente, potrebbero finire non meno di 180 tecnici e manovali, quasi tutti dipendenti delle imprese locali. Di qui l'appello del vescovo Gennaro Pascarella, che ha voluto richiamare l'attenzione sui rischi di una paralisi, se l'operazione di recupero sarà bloccata. Dai vertici della Regione non sono mancati gli impegni per il ripristino dei finanziamenti europei (80 milioni di euro, in aggiunta ai 150 già spesi per il restauro dell'intera cittadella). «Pozzuoli non può rinunciare al recupero del suo nucleo storico più significativo, motore delle attività sociali e dello sviluppo economico locale», ha ribadito monsignor Pascarella. Con un fondo parziale di 9 milioni si spera in tempi brevi di poter completare il campanile della cattedrale e inaugurare la strada che dal porto potrebbe consentire l'arrivo dei turisti dal mare, verso la rocca e la cittadella archeologica. Nello splendido auditorium ricavato fra i cristalli e le antiche vestigia del tempio pagano, ieri mattina la conclusione del forum promosso dalla diocesi di Pozzuoli sullo sbarco in terra flegrea dell'apostolo San Paolo. Tre giorni di studi e di confronti sulle vicende storiche della terra flegrea e dell'ultimo viaggio che segnò il passaggio a Pozzuoli dell'apostolo, diretto a Roma. L'occasione ideale per tracciare un quadro riassuntivo delle origini e degli interventi di recupero effettuati sul complesso del duomo e dell'intero Rione Terra attraverso gli interventi degli archeologi Gianfranco De Rossi, Stefano De Caro, Costanza Gialanella, direttrice per la Soprintendenza della zona di Pozzuoli. Gli studiosi e i rappresentanti di tutte le religioni partecipanti al convegno sono stati accompagnati successivamente in visita attraverso l'affascinante itinerario storico che si snoda dall'antica rocca alle testimonianze del prezioso centro storico di Pozzuoli. RIPRODUZIONE RISERVATA