Domani, nuovo vertice di maggioranza, l'ultimo prima che martedì il disegno di legge arrivi in Consiglio. Nel centrosinistra le posizioni restano distanti e il rischio che si arrivi in aula in ordine sparso è elevato. E poi, c'è da fare i conti con un centrodestra che annuncia battaglia. Alla maggioranza il pericolo di doversi scontrare con l'ostruzionismo del Polo non sfugge. «La Cdl - dice il capogruppo dei Ds Nino Daniele - deve rispettare il diritto del centrosinistra di approvare la legge, facoltà che deriva peraltro da una sentenza della Corte costituzionale». Ma il punto è un altro: il centrosinistra vuole approvare il disegno di legge senza apportarvi modifiche? Gli unici sì netti, quelli senza se e senza ma, sono dei Ds, del Pdci e dei Verdi. «Noi - ribadisce Daniele - siamo contrari a ogni tipo di condono e la legge va votata così com'è, senza modifiche». E a Margherita, Udeur, Dfc e qualche pezzo dello Sdi che vogliono invece modificare il disegno di legge, Daniele ribatte: «Capisco che devono tener conto delle spinte che stanno ricevendo dagli amministratori locali ma questa legge per noi è un elemento discriminante. Del resto, mi risulta che in giunta il testo sia stato approvato anche dagli assessori della Margherita e che l'assessore all'Urbanistica sia dello Sdi». E veniamo ai perplessi. Il più agguerrito è proprio un compagno di partito di Di Lello, il capogruppo socialista Antonio Simeone, che ha sposato in toto la causa dei sindaci ischitani (che sono sei, equamente divisi tra centrodestra e centrosinistra). «Rispetto l'assessore, ma sono stato il consigliere regionale più votato a Ischia e un'attenzione per l'isola devo pure averla», ammette senza timori Simeone. Il capogruppo dello Sdi è pessimista circa l'esito finale. «Nessuna legge - dice - è stata finora approvata senza l'apporto del centrodestra. E non credo che come centrosinistra siamo in condizione di poter fare un braccio di ferro». Simeone parla così perchè sa che nella maggioranza la legge anti-condono non piace all'Udeur (che ha presentato emendamenti per far rientrare nella sanatoria i capannoni industriali nei quali sia stato effettuato un ampliamento inferiore al 30 per cento della volumetria originaria e gli appartamenti in cui l'allargamento non superi i 650 metri cubi) nè fa salti di gioia la Margherita, i cui sindaci (ne ha ben nove su diciotto nella sola zona rossa) spingono per modificare il testo. Di Lello ha accolto una richiesta del fiorellino di inserire una norma di snellimento dei precedenti condoni del 1985 e del 1994, ma non è disposto ad andare oltre. «Fermo restando - sostiene il capogruppo della Margherita Enzo De Luca - che non possiamo da un lato prevedere incentivi per chi lascia la zona rossa e dall'altro sanare abusi, credo che la legge possa essere migliorata». L'opposizione attende. Il centrodestra ha nella manica l'asso dell'ostruzionismo ed è pronto a tirarlo fuori in qualsiasi momento, complice anche un regolamento «colabrodo» che consente a un solo consigliere di paralizzare il Consiglio. L'alternativa sarebbe un accordo (che Di Lello esclude a priori): il Polo propone di sanare gli abusi di necessità. «Se il centrosinistra apre alle nostre proposte - sostiene il capogruppo di An Salvatore Ronghi - la legge potrà essere approvata in una sola seduta. Ma se il testo sarà blindato alzeremo le barricate». E Franco Bianco, capogruppo di Forza Italia, aggiunge: «Nessuno pensi di poter contare su di noi per approvare una legge che pone la Campania al di fuori del contesto nazionale impedendo ai cittadini di sanare abusi di necessità che sono il frutto di anni di mancati controlli e del fallimento della politica urbanistica della Regione». 07112004 Chiudi Se la legge regionale non passa entro il 12 novembre, torneranno in vigore i regolamenti previsti dalla legge nazionale: aliquote dai 60 ai 3500 euro per metro quadro . Per gli oneri concessori, le norme prevedono il pagamento di somme da 38 a 89 euro per metro quadrato. Possono essere sanati i manufatti realizzati prima del 31 marzo 2003. L'ampliamento sanabile per le costruzioni non residenziali non deve superare il 30 della costruzione precedente o comunque i 750 metri cubi. Per le costruzioni residenziali, sono sanabili anche abusi nuovi, fermo il limite dei 750 metri cubi. Maggioranza alla ricerca di un accordo, pressioni da molte aree contro la severità. La Cdl: pronti alle barricate La legge regionale prevede che in Campania non potranno essere condonate nuove costruzioni realizzate in difformità delle norme urbanistiche alla data dell'esecuzione delle stesse. Sono poi escluse dalla sanatoria le opere abusive realizzate nella zona rossa del Vesuvio e nelle aree demaniali e zone vincolate. La legge riduce le volumetrie che possono essere condonate (non oltre i 150 metri cubi). Il Comune deve necessariamente dare una risposta al cittadino: non vale il silenzio-assenso. La misura dell'oblazione è aumentata del 10 per cento mentre gli oneri concessionari sono aumentati del 100 per cento. «Gravi i ritardi della Provincia ma i sindaci non possono chiedere regole meno rigorose» «Vogliamo norme rigorose, in coerenza con la linea che la Gad ha assunto in tutta Italia». Alfonso Pecoraro Scanio, leader dei Verdi, non ha dubbi sulla legge anti-condono che il consiglio regionale è chiamato ad approvare. Ma nel centrosinistra non mancano posizioni differenti, per esempio nella Margherita, nell'Udeur e anche nello Sdi. «È inaccettabile che per motivi clientelari e pre-elettorali si molli su un tema di tanta importanza. Questo non è rincorrere il centro, ma la destra». La Campania non ha ancora approvato la legge urbanistica. Il centrosinistra deve fare anche autocritica? «Sull'urbanistica c'è una colpa nazionale: non c'è in Italia una legge e nè il centrodestra nè il centrosinistra è mai riuscito a farla. Detto questo, è chiaro che sarebbe stato più utile approvare la legge urbanistica. Ma ora è più importante e urgente avere una rigorosa normativa anti-condono». I sindaci di Ischia, di entrambi i poli, si oppongono, sostengono che i sei comuni non hanno i piani regolatori perchè la Provincia non li ha ancora approvati. «Il ritardo è grave. La Provincia valuterà i piani attentamente perchè non può limitarsi a un ruolo di notaio. Quanto ai sindaci, non si preoccupino solo di tornaconti elettorali. Ischia è un patrimonio proprio per le bellezze naturali che offre e va tutelata per questo». C'è chi propone di sanare i piccoli abusi. «Ripeto, servono norme rigorose. Il problema non è una finestra, un balcone, ma i grandi abusi, le ville, gli immobili. Noi dobbiamo dare un segnale a chi pensa di poter fare del territorio ciò che vuole e per questo va respinta ogni forma di condono». Condivide nel complesso la politica urbanistica in Campania? «Ci sono luci e ombre». A cosa si riferisce? «Ci sono state proposte buone e innovative come gli incentivi nella zona rossa, il divieto di costruire nell'area vesuviana, le demolizioni delle torri al Villaggio Coppola. Ma, va detto, ci sono anche forti contraddizioni». Un esempio? «Nell'ultimo voto sul bilancio abbiamo dovuto fare ferro e fuoco per scongiurare la riapertura delle cave nel parco del Partenio, nell'Avellinese».