IL CASO Un senzatetto italiano di origine egiziana, è entrato nella basilica durante la messa domenica sera e ha colpito l'angelo sull'altare maggiore. La scultura è caduta a terra. Rotti un'ala e un braccio Una spallata all'angelo sull'altare della basilica di Santa Maria Maggiore. Un tonfo sul pavimento e lo sgomento di decine di fedeli presenti alla funzione religiosa di domenica sera. Tutto è accaduto in una manciata di minuti, anche se il finto fedele, un uomo di 55 anni, quel folle gesto lo aveva premeditato. L'uomo, un senzatetto italiano ma di origine egiziana, è entrato nella basilica di Santa Maria Maggiore, durante la funzione religiosa, domenica sera. Si è seduto tra i banchi, insieme agli altri fedeli e ha ascoltato tutta l'omelia del parroco. Nessun atteggiamento strano, niente che potesse far presagire le intenzioni del cinquantenne. Un uomo come tanti, seduto sulla panca ad assistere alla messa. Per mettere a segno il suo piano ha aspettato il momento della Comunione. Si è messo in fila insieme ad altre decine di persone e quando è arrivato il suo turno, a mani giunte, ha persino preso l'ostia. Poi lo scatto fulmineo alle spalle del parroco, sull'altare. Un grido, una frase sconnessa che nessuno dei presenti ha capito, tanto era lo stupore. Quindi ha dato una spallata alla statua, un angelo del 1600. La scultura è caduta a terra e dall'angelo si è staccata un'ala e un braccio. Praticamente un'opera distrutta. Il clochard ha iniziato a ridere davanti alla folla costernata di fedeli che aveva assistito, impotente, alla scena. Il parroco ha cercato di far restare calma la folla, di tranquillizzarli, malgrado la situazione fosse davvero surreale. Quindi la fuga del cinquantacinquenne verso l'uscita di una delle quattro basiliche papali della capitale. Mentre un addetto alla sorveglianza chiamava la sala operativa della questura, i presenti hanno bloccato la corsa del senzatetto che, dopo aver danneggiato irrimediabilmente la statua, ha cercato di scappare. Una volante del commissariato Esquilino è arrivata sul posto dopo qualche minuto e ha portato l'uomo, in evidente stato di agitazione, negli uffici. Sconosciuti, al momento, i motivi del folle gesto: il senzatetto si è trincerato dietro al silenzio, non ha voluto dare spiegazioni e, a braccia conserte, si è rifiutato di rispondere alle domande degli investigatori. Nei suoi confronti è scattata una denuncia per danneggiamento e turbamento della funzione religiosa. Quello di domenica è l'ultimo danneggiamento di opere d'arte a Roma. A giugno furono mutilate una decina di statue al Pincio: ai busti di Dante, Leopardi, Machiavelli e di altri dieci grandi d'Italia, con un martello vennero staccati i nasi. Altre statue furono addirittura decapitate e altre ancora sfregiate in vari punti. (15 febbraio 2011)